Feriti alla finale di Champions a Torino: risarcimento per 10 novaresi e un verbanese

Per loro un risarcimento complessivo di 65mila euro

Foto TorinoToday

Sono stati risarciti i primi feriti di piazza San Carlo a Torino che non avevano voluto accettare le offerte iniziali avanzate, nei mesi scorsi, dal Comune di Torino. 

Si tratta di un gruppo di 11 persone, 7 dei quali di Borgomanero, 3 di Novara e 1 di Verbania, che la sera del 3 giugno 2017 erano rimaste coinvolte nei disordini riportando ferite lievi e che, a distanza di un anno e mezzo, grazie al supporto di Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in responsabilità civile, hanno viste riconosciute le proprie ragioni ottenendo un risarcimento di 65 mila euro complessivi.

"Dopo un primo periodo nel quale era stato impossibile arrivare a un accordo che potessimo ritenere soddisfacente - spiega Andrea Rubini di Giesse - siamo riusciti a sbloccare le trattative e, in via stragiudiziale, senza necessità di attendere gli esiti del procedimento penale, o di doverne avviare uno civile, abbiamo potuto ottenere degli ottimi valori risarcitori grazie all’accordo con le compagnie assicurative dei responsabili civili, il Comune di Torino e Turismo Torino e Provincia".

I fatti sono noti. Sabato 3 giugno 2017 c’era la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. In piazza San Carlo, il Comune di Torino aveva messo dei maxi schermi per permettere ai tifosi della Juve di seguire la partita che si giocava a Cardiff, nel Regno Unito. Ad un certo punto, poco dopo le 22, si era improvvisamente scatenato il panico. La folla si era scomposta, si erano susseguiti spintoni, urla, in molti erano finiti a terra, calpestati e feriti dal fuggi fuggi delle persone in preda al panico. Il bilancio è stato di più di mille feriti, due dei quali, a distanza di tempo hanno perso la vita.

"Gli undici feriti che abbiamo assistito - prosegue Rubini di Giesse - di un’età compresa tra i 23 e i 43 anni, hanno riportato fortunatamente soltanto ferite guaribili in breve tempo, principalmente tagli e contusioni. Le ferite più importanti, quelle che sarà difficile rimarginare, sono invece dovute al terrore e allo sgomento vissuto in quei momenti. Grazie al lavoro del nostro staff di medici legali, periti e psicologi siamo riusciti a ottenere un risarcimento che comprendesse anche questa importante e quanto mai dovuta voce di danno".

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Drammatico il racconto di uno dei feriti assistiti da Giesse, che in pochi attimi ha visto trasformarsi una serata di gioia con parenti e amici, in autentico terrore: "Ho sentito un forte rumore di vetri che si rompevano, urla di terrore, senza capire niente mi sono ritrovato spinto a terra, travolto e calpestato - racconta il 34enne Giuseppe Catalfo, di Borgomanero - Ho perso di vista i miei parenti, che fino a un attimo prima mi erano affianco, la gente mi calpestava, sono riuscito a mettermi in salvo strisciando per 45 metri e ferendomi sui numerosi resti di bottiglie. Nessuno presente quella sera potrà mai dimenticare quei momenti. I tempi lunghi della giustizia, purtroppo, non fanno che prolungarne il ricordo, per questo, oltre alla soddisfazione per l’entità del risarcimento che ci è stato riconosciuto, siamo contenti anche di aver chiuso una volta per tutte questo maledetto capitolo".

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