Psicosi coronavirus a Novara, ristorante cinese vuoto: "Non è il virus, è razzismo inconsapevole"

Il racconto del titolare del ristorante Long Jin

Francesco Liguori e la moglie Yu Nana

Ha scritto un post su Facebook per sfogare la sua rabbia per un ristorante ben avviato e con una buona clientela, ma vuoto da quando è scattato l'allarme coronavorus.

Francesco Liguori, titolare insieme alla moglie Yu Nana del ristorante Long Jin in corso Torino, si è ritrovato nel giro di pochi giorni con un locale semideserto. Così ha scritto su Facebook "Due settimane con un numero di ospiti ridotto all'osso, insufficiente a coprire le spese vive, quali gli stipendi dei miei sette collaboratori. L'amarezza di vedere come i media possano manipolare i comportamenti, veicolare il sentir comune, creare discriminazione e speculazione. Lunedì 27 gennaio, tutti a celebrare la giornata della memoria... da martedì 28, tutti razzisti come prima".

"Dopo il post ho ricevuto enormi manifestazioni di solidarietà - ci spiega Liguori - e per due sere, martedì e mercoledì, il locale ha lavorato normalmente. Ieri, giovedì, avevamo solo due tavoli occupati, forse per le notizie che sono state diffuse proprio ieri. É nato un allarmismo ingiustificato, si sono create artificiosamente notizie che hanno portato a questi risultati, allo sfogo di un razzismo sopito".

2020-02-07 16_25_28-Ristorante Long Jin Di Yu Nana - Home-2

"Secondo me si tratta di un timore razziale inconsapevole, come quando allo stadio tutti urlano "buu" a un calciatore nero: nella vita vera la maggior parte delle gente non insulterebbe mai una persona di colore per strada, ma nella massa lo fa. Le notizie del virus hanno scatenato una psicosi collettiva, non razionale, che ha portato la gente a cercare di evitare tutto ciò che è cinese. Ma la colpa è di chi fa partire il coro". 

"Fortunatamente la mia famiglia non è stata discriminata, anche mio figlio, che ha 18 anni, a parte qualche normale sfottò tra amici non è stato vittima di episodi di razzismo. Ai tempi della Sars però ricordo che mia figlia faceva l'asilo e c'era stata una riunione dei genitori per chiedere l'allontanamento da scuola della bambina. In quel periodo ero con mia moglie al centro commerciale e 4 o 5 persone che erano in ascensore con noi sono scappate quando l'hanno vista".

"La psicosi comunque ha portato ad altri episodi spiacevoli, in cui persone di etnia cinese si sono trovate discriminate: un'amica di mia moglie che prende quotidianamente il treno ci ha raccontato che quando entra nella carrozza qualcuno che si allontana c'è sempre".

"Tra l'altro - conclude Liguori - si tratta di un virus che ha provocato vittime tra chi era immunodepresso: consideriamo che la normale influenza ogni anno in Italia provoca molti morti. Inoltre non si trasmette dal cibo, anche se alcuni clienti ci hanno chiesto chiarimenti sulla provenienza dei norti prodotti". 

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