Prostituzione: sigilli a nove appartamenti "a luci rosse" a Novara

Indagate per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione tre persone. Oltre un milione di euro il valore degli immobili sequestrati

Foto di archivio

Sigilli a 9 appartamenti in città, per un valore di oltre un milione di euro, e tre persone indagate per concorso in sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

E' questo il bilancio dell'operazione dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Novara partita nel novembre del 2016, dopo il sequestro di un appartamento in via Concia, di proprietà dei tre indagati, nel quale veniva esercitata l'attività di prostituzione, affittato dai proprietari ad un prezzo superiore rispetto a quelli di mercato.

Dallo sviluppo delle indagini, andate avanti fino al marzo di quest'anno, è emerso come i tre indagati, padre e due figli residenti a Magenta, attraverso l'utilizzo di società "schermo" gestissero gli immobili seuqestrati e fossero pienamente a conoscenza del fatto che gli appartamenti affittati venivano destinati all'esercizio della prostituzione. Gli inquilini, infatti, venivano scelti proprio in ragione della "professione" svolta, così da poter applicare canoni di locazione "fuori mercato" (maggiorati anche di mille euro), lasciando a carico dei locatari anche le spese condominiali di competenza dei proprietari, traendo così un illecito profitto dalla gestione di parte del patrimonio immobiliare formalmente intestato alle società schermo.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dal Pm Mario Andrigo, hanno permesso di accertare che le due società "schermo", nel periodo tra il 2012 e l 2016, avevano stipulato numerosi contratti di locazione con circa 80 persone, prevalentemente donne. Gli appartamenti avevano procurato ai tre indagati un guadagno illecito di circa 47mila euro l'anno. Due di questi erano però di proprietà di altre persone, che sono comunque risultate consapevoli delle attività svolte nelle loro abitazioni, di cui percepivano il canone concordato che veniva girato loro da uno degli indagati che tratteneva per sè la "provvigione". Uno di questi appartamenti è risultato di proprietà della madre di due dei trei indagati.

Gli appartamenti si trovano in viale Giulio Cesare, via Concia, via bainsizza, via Monte Grappa, viale Volta e via D'Enricis. Le indagini e gli accertamenti dei carabinieri sono ancora in corso.

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