Traffico illecito di rifiuti, arresti in tutta Italia: nei guai anche un'azienda novarese

Operazione dei carabinieri del Noe di Milano che ha coinvolto anche la provincia di Novara, dove sono state sequestrate diverse discariche abusive: a San Pietro Mosezzo, Romentino, Caltignaga e Momo

Una delle discariche abusive sequestrate

Ha coinvolto anche il novarese l'operazione dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Milano che ha portato alla scoperta di una organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti di oltre 23mila tonnellate e all'esecuzione di 16 misure cautelari in tutta Italia (6 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 7 con obbligo di firma) nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti in concorso e realizzazione di discariche abusive ubicate in Piemonte, Lombardia e Veneto.

Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro 9 capannoni industriali riconducibili ad aziende operanti nel campo del trattamento dei rifiuti e vari automezzi, anche appartenenti a società di trasporto, utilizzati nelle attività criminali, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro.

Le attività investigative, condotte dai carabinieri del Noe Milano e coordinate dalla Dda di Torino, hanno consentito di individuare l’esistenza di un gruppo criminale operante nel campo del trattamento e trasporto dei rifiuti, dedito alla gestione e allo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti, costituiti da rifiuti indifferenziati urbani e speciali provenienti prevalentemente da varie regioni del Nord Italia, attraverso lo stoccaggio e il successivo abbandono in capannoni industriali dismessi, dando così origine a numerose discariche abusive, che sono state sequestrate, alcune delle quali localizzate nel novarese, nei comuni di San Pietro Mosezzo, Romentino, Caltignaga e Momo.

Le indagini hanno avuto origine da un monitoraggio condotto sul fenomeno degli incendi ai danni degli impianti formalmente autorizzati alla gestione dei rifiuti e di diversi capannoni industriali adibiti a discariche abusive, avviato nel marzo 2018. E’ così stata scoperta un’articolata rete criminale costituita da diversi soggetti, alcuni dei quali collegati direttamente o indirettamente ad imprese operanti nel settore dei rifiuti, altri privi di qualsivoglia titolo autorizzativo che, attraverso operazioni continuative e con ruoli diversi, in modo organizzato, condividevano un articolato e rodato programma criminoso che prevedeva lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali per il conseguimento di un profitto illecito.

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Nel mirino dei carabinieri è finita anche un'azienda di Caltignaga, che insieme ad una seconda ditta dell'alessandrino risulta coinvolta nella rete criminale. Attraverso le due aziende, infatti, l'organizzazione gestiva un flusso articolato di rifiuti reso possibile attraverso il compimento di due operazioni illegali, "trasbordi" e "giro bolla".

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