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Cronaca

Truffa del "bonus facciate", 12 le vittime anche nel novarese

Le ditte chiedevano crediti per lavori che non venivano realizzati. Arresti e sequestri in tutta Italia

Sono 10 le persone accusate, a vario di titolo, di truffa per l’illecita percezione di contributi statali.

Con questa motivazione i finanzieri di Verona e Agrigento e i carabinieri di Verona hanno eseguito, tra Veneto, Lazio, Piemonte e Sicilia, le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 10 persone, 3 dei quali condotti in carcere e 7 agli arresti domiciliari, mettendo i sigilli anche a conti correnti, autovetture, immobili nonché a una società, a un hotel, a due pasticcerie, a due ristoranti e ad un locale sul lungolago gardesano. Tra le vittime del raggiro anche diversi novaresi.

Le ditte in questione, secondo le accuse, si impegnavano a realizzare importanti lavori edili sfruttando il "bonus 110%" o il "bonus facciate", richiedendo quindi la cessione a Poste Italiane di circa 5 milioni di crediti d’imposta fittizi. I soldi però non sarebbero mai stati utilizzati per i lavori, ma venivano reinvestiti e riciclati in varie attività, soprattutto nella zona del Lago di Garda. Tra le vittime del raggiro anche residenti ad Arona, Cavallirio, Castelletto Ticino, Oleggio Castello, Varallo Pombia e Prato Sesia. 

L'operazione

L’Autorità Giudiziaria di Verona ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca di beni per un valore che ammonta a oltre 5 milioni di euro. L’associazione a delinquere, che operava su gran parte del territorio nazionale, aveva base nel comune di Peschiera del Garda e nell’area bresciana del Lago di Garda, dove gli indagati, di origine siciliana, calabrese, campana e albanese, avvalendosi di un commercialista trevigiano, Giorgio Scarso di Ponte di Piave (già al centro di inchieste analoghe), dopo aver monetizzato, attraverso la cessione a Poste Italiane Spa, circa 5 milioni di crediti d’imposta fittizi provenienti dal “bonus facciate”, avevano reinvestito e riciclato i proventi della imponente truffa ai danni dell’Erario acquistando locali turistici e commerciali sul lago.

L’Ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari e il decreto di sequestro preventivo hanno interessato 12 persone fisiche operanti in Italia e in Spagna, tutti indagati, a vario titolo, per i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio e autoriciclaggio. Le indagini, frutto di una convergenza investigativa, hanno avuto un parallelo avvio, tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 nella provincia di Agrigento ad opera dei Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo siciliano e sul territorio gardesano ad opera dei militari dell’Arma di Peschiera del Garda.

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