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Cronaca

Truffa alle Ferrovie dello Stato, 24 indagati dalla Procura di Novara

Molteplici i capi di accusa, tra cui: traffico illecito di rifiuti, frode ai danni di enti pubblici e associazione per delinquere. 10 milioni di euro, il valore della frode

E' durata oltre due anni, l'indagine che ha portato a scoprire una frode da 10 milioni di euro ai danni delle Ferrovie dello Stato.

La Procura di Novara ha emesso 24 avvisi di garanzia nei confronti di altrettante persone, tutte responsabili di ditte che hanno sede nelle province di Novara, Alessandria, Biella, Torino, Genova, Milano, Piacenza e Bergamo. Di queste, sono 16 le aziende indagate perchè ritenute colpevoli degli illeciti causati dai loro amministratori.

Gli indagati, infatti, avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione, che "gonfiava" i costi dello smaltimento del pietrisco ferroviario relativo ai lavori della stazione Stura e di Porta Susa a Torino. Un totale di quasi 100mila tonnellate, di cui solo una parte veniva trasportata all'impianto di smaltimento di Caltignaga.

Per loro, le accuse sono molteplici, tra cui: traffico illecito di rifiuti, frode ai danni di enti pubblici e associazione per delinquere. L'inchiesta della Procura aveva preso il via nel 2009, da un controllo casuale da parte di una pattuglia del Nucleo ecologico dei carabinieri su uno dei camion che trasportavano i rifiuti verso la struttura alle porte di Novara. Da qui, trovate alcune irregolarità, sono partiti una serie di verifiche che hanno portato ad approfondire l'indagine, anche grazie alla collaborazione con la Guardia di Finanza.

L'attività delle forze dell'ordine ha così permesso di scoprire la frode. E la Procura della Repubblca ha richiesto e ottenuto il sequestro preventivo di 10 milioni di euro a carico delle imprese indagate. Tra le aziende inquisite c'è anche la Wtr, che all'epoca dei fatti gestiva la discarica di Caltignaga.

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