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Cronaca

Ucraina: solidarietà dai connazionali residenti nel novarese

Solidarietà e peghiera per cercare di sedare paura e preoccupazione per lo stato di guerriglia che ha coinvolto l'Ucraina nelle ultime settimane. Dal bogomanerese al capoluogo gruppi di raccoglimento e di speranza

La comunità ucraina residente tra il capoluogo e la provincia è una delle comunità con maggior presenza sul  territorio novarese.  Molte delle residenti sono donne e per lo più pestano servizio come badanti di anziani e collaboratrici domestiche.

La comunità si è radicata sul territorio crescendo sempre più ed arrivando ad oggi ad un numero di circa 30mila persone equamente distribuite tra la città di Borgomanero e il capoluogo novarese.

Nelle scorse settimane a seguito dei fatti di cronaca, riportati dai tg e quotidiani, grande è stata la preoccupazione tra tutti i componenti della comunità per la situazione dei loro familiari in terra natia.

A Novara e sul territorio provinciale la comunità è diretta da  padre Yurij Ivannyutka che ha accolto fin da subito "l'esigenza del gruppo di unirsi in preghiera a sostegno della tragedia vissuta dai connazionali e con la speranza che arrivi una soluzione dall'alto, dalla comunità europea".

Il popolo ucraino residente in Italia non si capacita di come possa nascere una guerra fondata sul nulla. A far male l'impossibilità a distanza di non poter far nulla d'alto che chiudersi in preghiera. La colpa - dicono alcuni rappresentanti della comunità - è del governo russo che vuole imporre le leggi. Siamo persone pacifiche che vogliono solo lavorare per il bene delle famiglie. E chi può non nasconde che  appena ve ne sia la possibilità corre dai propri familiari".

Un invito alla preghiera che rimane costante e che arriva anche dalla Cei e che è stato più volte ricordato e incitato anche da Papa Francesco nei vari appuntamenti dell'Angelus.

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