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Sabato, 25 Maggio 2024
Cronaca

Università: la ricerca del Laboratorio di pediatria su "PlosOne"

Si indaga sulla correlazione tra obesità in età pediatrica e deficit di vitamina D. La ricerca svolta in collaborazione con il NYU Langone Medical Center

L’obesità e il deficit di vitamina D rappresentano condizioni patologiche diffuse in proporzioni epidemiche su scala mondiale, con allarmanti dati anche in età pediatrica. Evidenze scientifiche hanno dimostrato un chiaro parallelismo tra obesità e deficit di vitamina D, suggerendone un’associazione.

È inoltre forte la loro correlazione con altre condizioni morbose, quali ipertensione arteriosa, diabete mellito, insulino-resistenza, steatosi epatica e sindrome metabolica. Il deficit di vitamina D sembrerebbe essere coinvolto nei disturbi metabolici e nel danno d’organo a lungo termine. Tuttavia non è ancora completamente chiarito il rapporto tra obesità e deficit di vitamina D.

Il Laboratorio di pediatria del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università del Piemonte Orientale, diretto dal professor Gianni Bona, ha studiato i potenziali marcatori plasmatici nell’ambito del rapporto tra obesità e deficit di vitamina D, utilizzando un approccio proteomico. I risultati sono stati pubblicati in questi giorni sull’autorevole rivista PlosOne.

La proteomica costituisce una tecnica che consente di studiare le modificazioni nell’espressione proteica in diverse condizioni quali, per esempio, l’obesità. Questa procedura è stata introdotta dalla dott.ssa Gillian E. Walker (NYU Langone Medical Center) ed è stata applicata, sotto la guida della dott.ssa Flavia Prodam (Dipartimento di Scienze della Salute), su campioni di una casistica pediatrica di soggetti obesi con e senza deficit di vitamina D.

"Gillian E. Walker - ha spiegato il professor Gianni Bona - ha identificato 53 proteine plasmatiche con differente espressione nei soggetti obesi deficitari di vitamina D rispetto a coloro che presentavano adeguati livelli di vitamina D. Tra queste, è stata riconosciuta l’adiponectina, una adipochina prodotta dal tessuto adiposo: l’adiponectina si è confermata ridotta nei soggetti con deficit di vitamina D, con miglioramento dopo supplementazione per 12 mesi. È stato, inoltre, rilevato un effetto diretto della vitamina D sulla sintesi di adiponectina a livello delle cellule adipose, dimostrando come essa ne promuova la produzione in cellule del tessuto grasso cresciute in coltura".

Lo studio curato dal Laboratorio di Pediatria del professor Bona ha messo in luce un potenziale attore coinvolto nel deficit di vitamina D associato all’obesità. Tali dati potranno aiutare nella comprensione del ruolo del deficit di vitamina D sullo stato di salute e dell’eventuale effetto protettivo della supplementazione con vitamina D, soprattutto se intrapresa in età pediatrica, nei confronti dei danni infiammatori a distanza provocati dall’obesità insorta in età evolutiva.

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