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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Dall'Università del Piemonte Orientale una scoperta per la cura dell'Emofilia

Secondo lo studio di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze della Salute di Novara il trapianto di midollo osseo potrebbe curare la malattia del sangue

Il trapianto di midollo osseo potrebbe curare l'Emofilia di tipo A.

La scoperta arriva direttamente dal Dipartimento di Scienza della Salute di Novara, dove un team di ricercatori coordinati dalla dottoressa Antonia Follenzi, ricercatrice di Istologia dell’Università del Piemonte Orientale, ha portato avanti uno studio sugli effetti della produzione della proteina FVIII su questo tipo di patologia.

L’emofilia A, infatti, è una malattia caratterizzata da una grave insufficienza della coagulazione del sangue, dovuta alla carenza o alla ridotta funzionalità di una delle proteine della coagulazione: il fattore VIII o FVIII. Si tratta di una patologia ereditaria, legata al sesso dell’individuo, più comune nei maschi, essendo legata al cromosoma X, con un’incidenza di 1-2 casi ogni 10mila nati.

La ricerca medico-scientifica aveva fino a oggi dimostrato come il fegato fosse il principale organo in grado di produrre la proteina FVIII; alcuni studi successivi avevano poi allargato il campo della ricerca, dimostrando come tale proteina fosse prodotta anche da cellule non epatiche.

Il gruppo di ricerca dalla dottoressa Follenzi ha concentrato il suo lavoro sul midollo osseo, poiché in esso sono contenute cellule "multipotenti", cioè in grado di dare origine a diversi tipi di cellule in diversi organi. Grazie anche a tecniche di analisi più sensibili sorte negli ultimi anni, il gruppo di studiosi novaresi ha effettuato un trapianto di midollo osseo di topi sani su topi emofiliaci, nei quali hanno riscontrato l’attività della proteina FVIII.

"Nella forma più grave di questa patologia - ha spiegato la dottoressa Follenzi - l’attività del FVIII è inferiore dell’1% rispetto al normale; per questo motivo anche piccole dosi di FVIII funzionante possono diminuire il rischio di sanguinamento in modo sostanziale".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Blood, con il titolo "Role of bone marrow transplantation for correcting hemophilia A in mice", ricevendone anche un editoriale molto positivo da parte della dottoressa Chen Miao, la quale ha sottolineato come: "…questi esperimenti eseguiti in modo meticoloso da Follenzi e colleghi facciano luce sulla biologia e sulle cellule che esprimono FVIII".





 

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