Varallo Pombia: è in arrivo Striscia la notizia

Dopo ripetute richieste, a Villa Soranzo arriverà la troupe di Striscia la notizia. Il Sindaco Alberto Pilone vuole denunciare la situazione in cui si trova il suo Comune a causa del debito con Molteni spa

Ieri pomeriggio la notizia: martedì 27 ottobre tutti a Villa Soranzo, la sede del Comune, per l'arrivo di Striscia la notizia. Smentita dopo poche ore tramite la pagina facebook del primo cittadino Alberto Pilone la data di arrivo degli inviati del tg satirico più famoso d'Italia a causa di un altro impegno a Roma. L'appuntamento è stato solo posticipato di qualche giorno, sicuramente sarà entro la settimana. Si parla di giovedì, anche se il Sindaco avrebbe suggerito sabato 31 alle 10, affinchè l'incontro con Striscia coincida con l'assemblea pubblica, indetta nella scuola secondaria di primo grado "Don Rossi", per informare la popolazione sugli ulteriori sviluppi della controversia che oppone il Comune di Varallo Pombia alla società Molteni Spa. Vista l'importanza del tema trattato si suppone una presenza numerosa e partecipata da parte di tutti i cittadini. (L'ultima volta c'erano quasi 500 persone)

Il primo cittadino Alberto Pilone aveva infatti più volte contattato il tg satirico di Canale 5 per denunciare la situazione riguardo al contenzioso Comune di Varallo Pombia vs Molteni Spa. Il Sindaco è anche in contatto con i commissari del Ministero dell'Interno: "per ora mi hanno confermato la decisione della Corte dei Conti, ma se non sarò ascoltato entro il 15 dicembre, giorno in cui scade l'accordo con Molteni, il 16 mi dimetto!".

Con il servizio di Striscia la notizia si vuole mettere maggiormente in luce la situazione assurda in cui si trova il Municipio varalpombiese.

"Ho già scritto al Presidente del Consiglio -  continua Pilone - chiederò allo Stato di aiutare il Comune a non sforare il patto di stabilità per questo debito, se vogliono possono fare un "Salva Varallo" come hanno fatto per Venezia e Roma senza farmi pagare il mutuo, se invece me lo fanno pagare, chiedo di non farmi sanzionare dallo Stato!".

Non rispettare il patto di stabilità significa principalmente la riduzione dei trasferimenti dallo Stato, già sempre più esigui, mettendo ancor più in difficoltà il Comune

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