Vini, 20 anni per il Ghemme: la Docg novarese celebrata a Roma

Il Ghemme è tra i 73 vini Docg italiani; vent'anni fa, nel maggio 1997, il suo riconoscimento con un decreto ministeriale

Un momento delle celebrazioni a Roma

Vent'anni di Ghemme: la Docg festeggia vent’anni dal suo riconoscimento, avvenuto con decreto ministeriale nel maggio 1997. Un importante traguardo che è stato celebrato mercoledì 15 febbraio presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di Roma.

L’evento, organizzato da Camera di Commercio e Atl di Novara, in collaborazione con il Comitato Nazionale Vini e il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, ha visto la partecipazione di produttori, autorità e giornalisti, nonché l’intervento del vice ministro delle Politiche Agricole Andrea Olivero.

"La denominazione di origine rappresenta un modello di crescita - ha detto Olivero - un modello faticoso, che richiede dei costi, ma che è risultato vincente, come emerge dai dati sulle esportazioni. La Docg del Ghemme rappresenta dunque un vanto per tutto il suo territorio e un elemento positivo per l’intero settore vitivinicolo italiano".

A fare il punto sui numeri è stato Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara, Ente che a suo tempo era stato tra i promotori del passaggio dalla Doc alla Docg: "Nel 2015 la produzione di Ghemme ha registrato un incremento superiore al +41% rispetto alla media del periodo pre-Docg - ha spiegato Comoli -. Gli ultimi dati, forniti dai produttori, evidenziano inoltre un incremento del fatturato, che nel 56% dei casi viene realizzato con l’estero: sono proprio i mercati internazionali ad evidenziare la performance migliore con una crescita del +33% tra 2015 e 2016. In cima alla classifica dei principali Paesi di destinazione sono gli Stati Uniti, che assorbono un terzo dell’export di Ghemme. Positive anche le previsioni per il triennio 2017/2019, con aspettative di aumento delle vendite in valore".  

La zona di produzione della Docg novarese si estende sulle zone collinari del comune di Ghemme e di parte del comune di Romagnano Sesia, "un territorio capace di sorprendere il visitatore con le sue bellezze artistiche, storiche, architettoniche - ha sottolineato Maria Rosa Fagnoni, presidente dell’Atl di Novara - ricco di tradizioni e di prodotti d’eccellenza".

Alla cerimonia sono intervenuti, portando il proprio saluto, anche Alberto Macchi, presidente della Camera di Commercio di Novara negli anni del passaggio dalla Doc alla Docg, il sindaco di Ghemme Davide Temporelli e i parlamentari novaresi Elena Ferrara e Giovanni Falcone. 

"Grazie alla professionalità e alla determinazione dei produttori novaresi - ha ricordato Giuseppe Martelli, presidente del Comitato Nazionale Vini - questi vent’anni sono stati spesi bene, elevando una denominazione di nicchia, tra le più piccole a livello nazionale, ai più alti livelli: oggi i vini Dop italiani sono 405, di cui solo 73 sono Docg e il Ghemme è tra questi". 

A sottolineare l’importanza di una crescita qualitativa è stata anche la presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte Lorella Zoppis: "I numeri non sono un limite, se non nella nostra percezione, possiamo ancora crescere, mantenendo l’autenticità di quello che siamo. In questi anni non si è deviato verso mode più facili e i riscontri positivi sulla qualità delle nostre produzione confermano che questa è la strada giusta: avanti così".    


 

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