Dopo il lockdown ripartito il 93% delle imprese novaresi

Indagine del Centro Studi sul Terziario del Piemonte Nord tra le imprese associate a Confcommercio Alto Piemonte

Riparte il Terziario di Novara e provincia. Il 93% delle imprese del commercio, turismo e servizi ha infatti riaperto dopo il lockdown (94% nel settore moda e 98% bar e ristoranti). E’ questo il primo dato, significativo, che emerge dall’indagine condotta, in questi giorni, dal Centro Studi sul Terziario del Piemonte Nord, promossa dall’Ente Bilaterale Terziario Novara e VCO e da Confcommercio Alto Piemonte.

Realizzata da EconLab Research Network, l’indagine è stata sottoposta a un campione rappresentativo di imprese associate a Confcommercio Alto Piemonte attive nel novarese “L’obiettivo era quello di conoscere come le nostre imprese stanno affrontando la sfida della riapertura nella cosiddetta Fase 2, com’è cambiato il comportamento dei consumatori, quali sono le aspettative per il futuro -spiega Maurizio Grifoni, presidente di Confcommercio Alto Piemonte -. La forte volontà di ripartenza, pur scontrandosi con obiettive difficoltà, esalta la resilienza del mondo delle piccole imprese, supportate dai servizi e dall’assistenza del nostro sistema associativo, che è stato evidentemente apprezzato”.

Tornando ai risultati, l’afflusso dei clienti nelle prime settimane è stato in linea con le aspettative per il 39% del campione; il 31% si attendeva invece un flusso minore e il restante 30% un flusso maggiore. Il protocollo di sicurezza anti Covid-18 ha limitato le opportunità di vendita, inducendo a un numero di acquisti inferiore al normale. In particolare, il 54% degli imprenditori rileva una diminuzione della spesa media di acquisto. I clienti non sembrano mancare, ma spendono meno di prima. Quanto agli strumenti cui l’azienda ha fatto ricorso per affrontare la carenza di liquidità, il sistema si rivela dipendente dal finanziamento bancario, specie se garantito dallo Stato al quale ha fatto ricorso il 44% delle aziende intervistate (significativo che il 40% dica di non avere fatto ricorso ad alcun aiuto).

Ampio è stato l’utilizzo della cassa integrazione per i dipendenti (il 39% delle imprese terziarie), mentre una azienda su quattro prevede una riduzione del personale. Solo il 26% ha elaborato strategie di comunicazione social,  mentre il 31% non ha adottato al momento alcuna nuova strategia di vendita e di comunicazione. Infine, le imprese sono soddisfatte del supporto offerto dall’Associazione, mentre al contrario sono deluse dal rapporto con i fornitori, che non sono stati particolarmente disponibili nell’incontrare i bisogni dei dettaglianti, e con il sistema bancario ritenuto troppo rigido e poco disponibile nei confronti dell’impresa terziaria.“Il questionario ci offre un risultato che imporrà riflessioni condivise e soluzioni partecipate -dice Maurizio Grifoni-. L’imprevedibile è accaduto e ci ha trovati, come spesso avviene, impreparati e fragili. Confcommercio si è impegnata in questi mesi per offrire assistenza anche in termini di sviluppo, di digitalizzazione, di formazione. Certo la complessità del nostro tempo ci obbliga ad affrontare ogni situazione al meglio e a unire le forze. Di qui l'impegno nostro anche nel creare consapevolezza, coesione, partecipazione e sviluppo comune. Insieme si vince o si perde”.

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"Come Ente Bilaterale del Terziario NO-VCO -aggiunge Luca Trinchitella, presidente dell’Ente Bilaterale Terziario Novara e VCO- stiamo predisponendo alcuni interventi di carattere economico per venire incontro alle difficoltà delle aziende e dei lavoratori, per i primi attraverso un contributo sulle spese effettuate per l'acquisto dei prodotti di prevenzione e sanificazione introdotti dalle norme relative al COVID-19, ed erogando invece un contributo per le maestranze a integrazione della retribuzione non percepita. Verrà inoltre costituito il Comitato Territoriale per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro delle aziende del settore Terziario Distribuzione e Servizi, come previsto dall'accordo nazionale sottoscritto tra Confcommercio Imprese per l'Italia e Filcams, Fisascat e UILTuCS il 18 maggio scorso a Roma”.

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