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Economia

Borgolon, l'azienda di Varallo Pombia si trasferirà in Slovenia?

A rischio 45 posti di lavoro se il gruppo trentino Aquafil, proprietario dello stabilimento, deciderà di delocalizzare all'estero

Lo stabilimento della Borgolon di Varallo Pombia

La notizia ha iniziato a circolare ieri e ha subito messo in allarme i lavoratori: la trentina Aquafil, proprietaria della Borgolon di Varallo Pombia, avrebbe deciso di spostare lo stabilimento dalla provincia di Novara alla Slovenia.

Aquafil, multinazionale che produce fibre sintetiche, ha acquisito la Borgolon nel 2007; già nel 2013 lo stabilimento di Varallo aveva subito un duro colpo, quando i vertici aziendali, capitanati da Giulio Bonazzi, presidente anche di Confindustria Trento, avevano deciso di trasferire un reparto in Croazia. La decisione era costata ben 48 posti di lavoro, cioè il 50% circa del totale degli impiegati nella sede della Borgolon.

Ora sembrerebbe in arrivo la seconda stangata: Aquafil ha infatti uno stabilimento a Lubiana, in Slovenia, dove sembra intenzionata a trasferire la produzione, almeno in parte, visti anche i 25 milioni di euro investiti nell'impianto fino ad oggi. La conseguenza diretta è che i 45 dipendenti di Varallo rischiano il posto di lavoro. L'ufficialità non è ancora arrivata, ma sembra essere questioni di giorni: il 10 marzo il presidente Bonazzi farà un annuncio, ma per ora smentisce la notizia di una completa chiusura della sede novarese. 

Intanto c'è grande preoccupazione nello stabilimento della Borgolon: i dipendenti sono in agitazione e da ieri hanno incrociato le braccia, in attesa di sapere quale sarà la loro sorte. 

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