Venerdì, 15 Ottobre 2021
Economia

Esportazioni Piemonte Nord Orientale: nel 2020 vendite all'estero in calo del -12,3%

Tessile e meccanica in maggiore difficoltà, segno più solo per la farmaceutica

Nel corso dell’anno 2020 il valore delle esportazioni delle quattro province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola si è attestato poco sopra ai 9 miliardi di euro, registrando un calo del -12,3% rispetto al 2019.

Seppure la flessione sia un dato comune, i territori mostrano delle differenze legate alle diverse specializzazioni produttive, con alcuni settori, come il tessile-abbigliamento, che hanno risentito maggiormente della crisi legata alla pandemia e del diverso peso delle vendite all’estero.

La provincia di Novara, in particolare, che rappresenta il 52,5% delle esportazioni del quadrante, registra la perdita meno pesante, pari al -8,8%, forte anche di un parziale recupero nell’ultimo trimestre dell’anno, dove le esportazioni hanno di fatto eguagliato la performance del corrispondente periodo del 2019. Il Vco evidenzia un calo annuo del -10,2%, con un peso del 6,5% sull’export del quadrante, seguito dalla provincia di Vercelli, con una diminuzione del -11% e una quota del 25,4% sull’export complessivo dell’Alto Piemonte. Biella, infine, risente di una più pesante contrazione rispetto allo scorso anno, pari al -24,7%, condizionata dalla forte crisi, non solo locale, del comparto tessile-abbigliamento. Il Biellese incide per il 15,6% sul totale dell’export della nuova area di riferimento.

Il risultato complessivo del quadrante, pari al -12,3%, appare sostanzialmente allineato alla media dell’intero Piemonte, che si attesta a -12,7%.

Le vendite all’estero delle provincie di Biella, Novara, Vercelli e Vco rappresentano il 22,2% del totale delle esportazioni piemontesi, percentuale che cresce in modo significativo in alcuni settori. Limitandosi all’analisi delle specializzazioni produttive che esprimono, nell’ordine, i più importanti valori assoluti, si rileva come le esportazioni del tessile-abbigliamento dell’area rappresentino ben il 77,6% del totale del Piemonte, i macchinari il 24,8%, i prodotti chimici il 36,9% e gli articoli farmaceutici il 68,3%.

Guardando ai principali mercati di destinazione, Germania e Francia si confermano i principali partner commerciali per tutte le realtà provinciali, con alcuni importanti differenze. Pur considerando l’importanza della Svizzera e del Regno Unito (quest’ultimo ormai fuori dall’Unione Europea), Verbano Cusio Ossola e Novara vedono una maggiore incidenza del mercato UE post Brexit, rispettivamente con il 61,7% e il 57,8%, mentre Biella e Vercelli (rispettivamente con una quota UE del 48,0% e del 49,6%) mostrano una maggiore propensione verso i mercati extra europei.

La situazione nel novarese

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un calo del -9%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale novarese. La provincia di Novara è stata, dopo Cuneo, quella a soffrire la minore contrazione sul fronte delle vendite all’estero, tenuto conto che il confronto avviene rispetto al 2019, anno non condizionato dalla pandemia. Considerando le variazioni dei settori con maggiore peso in valore assoluto, i macchinari registrano una contrazione del -7,2%, le sostanze e prodotti chimici, grazie ad una ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno, si attestano al +0,3% mentre il tessile abbigliamento registra un -8,9%. Prevedibile, seppure con valori assoluti meno significativi, la forte crescita del comparto farmaceutico e chimico
medicinale, pari al +28,5%. Per quanto riguarda i mercati di destinazione, l'Unione Europea assorbe il 57,8% delle vendite all’estero, registrando un calo del -6,3% rispetto all’anno 2019. La quota dell’export extra UE si attesta al 42,2%, in calo del -12%. Tra le numerosi flessioni a doppia cifra emerge la maggior tenuta dell’export verso la Francia (-1,1%) e la crescita verso alcuni Paesi, come Polonia, Cina (quest’ultima con un +84,1%, seppure con valori assoluti di minore rilievo) e Belgio, che chiudono la classifica dei dieci principali mercati di destinazione.

La situazione nel Vco

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un calo del -11,5%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale del Verbano Cusio Ossola. Guardando ai settori di maggiore importanza, anche in termini di valore assoluto del contesto economico locale, quello dei metalli di base e prodotti in metallo registra una contrazione del -14,4%. Analoga la flessione dei macchinari (-12,7%), mentre appare meno marcata quella sia degli articoli in gomma-plastica sia delle sostanze e prodotti chimici, che si attestano rispettivamente a -6,3% e -5,2%. I prodotti alimentari mostrano la tenuta maggiore (-1,7%).
Per quanto riguarda i mercati di destinazione, l'Unione Europea assorbe il 61,7% delle vendite all’estero, registrando un calo del -10,5% rispetto all’anno 2019. Le vendite verso i Paesi extra UE si attestano al 38,3%, in calo del -9,7%, con variazioni in forte controtendenza per la Cina, che cresce del +65,2% diventando il secondo mercato di destinazione del 2020, e il Giappone, in aumento del +26,7%. Il principale mercato rimane la Svizzera, con un calo del -3,6%.

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