Piemonte in zona rossa, l'appello di Fipe ai ristoratori: "Colleghi, rispettiamo le regole!"

L'associazione che riunisce le attività di somministrazione del novarese e del Vco sottolinea che "l'asporto consiste nella sola vendita del prodotto, che non può essere consumato sul posto"

Foto di repertorio

Da oggi, venerdì 6 novembre, in Piemonte le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pub, pasticcerie, gelaterie) sono chiuse e possono effettuare soltanto attività di asporto e consegne a domicilio, così come previsto dal nuovo Dpcm che ha classificato la nostra regione come zona rossa.

Fipe Confcommercio Alto Piemonte, che riunisce le attività di somministrazione del novarese e del Vco, ha quindi lanciato un appello ai ristoratori, chiedendo loro di rispettare le regole: "Ricordiamo che l’asporto consiste nella sola vendita al cliente del prodotto - sottolineano da Fipe - che non può in alcun modo essere consumato sul posto, né nelle adiacenze, come prevede il Dpcm del 3 novembre 2020".

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"Ci sono state segnalate, questa mattina, situazioni di mancato rispetto di queste regole - aggiunge Massimo Sartoretti, presidente di Fipe Confcommercio Alto Piemonte - con clienti fermi davanti alle attività a consumare la colazione. Anche se non comprendiamo la logica di certe norme, applichiamole tutti rigorosamente nel nostro locale, facciamole rispettare ai clienti e sensibilizziamo i colleghi, nel nostro principale interesse. Altrimenti ne va della professionalità delle nostre imprese, che sono state le prime ad investire per adeguarsi alle norme di prevenzione e che vogliono continuare a dare un servizio di qualità senza ulteriori restrizioni".

"Resta forte e costante, nel contempo - conclude Sartoretti - l’azione di Fipe Confcommercio che chiede al Governo un sostegno economico adeguato e tale da poter continuare a svolgere il nostro lavoro, più che mai 'essenziale' alla comunità".

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