Autunno in chiaroscuro per l’industria novarese e vercellese

Secondo Confindustria, produzione e ordini ancora negativi ma in ripresa rispetto ai mesi scorsi. Calano le previsioni di Cig e i ritardi negli incassi

Foto di repertorio

L’industria delle province di Novara e di Vercelli prova a rialzarsi dopo il forte impatto della prima fase della pandemia. Lo rivelano le previsioni congiunturali di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) per il trimestre ottobre-dicembre 2020: il saldo tra la percentuale degli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quella di coloro che sono pessimisti sull’incremento della produzione rimane negativo ma in rialzo rispetto alla rilevazione di fine giugno, passando a -2,3 da -16,4 punti nel novarese e a -11 (rispetto ai precedenti -33,3) nel vercellese, a fronte di una media regionale che risale da -29,2 a -9 punti. Il saldo ottimisti/pessimisti riferito alle attese di nuovi ordini, sale da -16,4 a -1,5 punti per Novara e da -29,3 a -15 punti per Vercelli, con la media del Piemonte in recupero da -30,9 a -11,1 punti, mentre quello relativo alle esportazioni è lievemente positivo (da -19,8 a +2,7 punti) nell’area novarese e sostanzialmente stabile (a -15,4 punti rispetto ai recedenti -16,3) in quella vercellese, riscontrando un miglioramento (da -27,6 a -16,4 punti) anche a livello regionale.

"Prevediamo un lieve recupero - commenta il presidente di Cnvv, Gianni Filippa - ma la crisi non è finita, come dimostrano tutti i segni meno, e il peggio può ancora arrivare. Oltre ai problemi produttivi, organizzativi e finanziari provocati dall’emergenza sanitaria le nostre aziende sono sempre più penalizzate dagli ormai noti svantaggi competitivi dovuti alle carenze infrastrutturali del sistema territoriale. I danni provocati dal maltempo di inizio mese, inoltre, hanno aggravato una situazione ancora molto incerta e i tentennamenti della politica a livello centrale, come la mancata approvazione di centinaia di decreti attuativi, fondamentali per dare concretezza ai provvedimenti
governativi degli ultimi mesi, non ci fanno essere ottimisti nel breve termine. Le imprese ce la stanno mettendo tutta per cercare di recuperare ma non possono reggere a lungo in condizioni di costante emergenza".

Come già nella precedente rilevazione il saldo ottimisti/pessimisti relativo alle aspettative di nuova occupazione registra un lieve miglioramento in provincia di Novara, passando da -0,8 a +3,1 punti, mentre nella provincia di Vercelli si conferma un trend negativo che fa calare l’indicatore da -8,1 a - 16 punti. Ancora negativo, ma in miglioramento, l’indicatore regionale, che sale a -3,9 rispetto ai precedenti -12,6. Si allontana, invece, dai massimi storici la percentuale di imprese che dichiara l’intenzione di ricorrere alla Cassa integrazione guadagni (Cig), scendendo dal 45,4% al 24% per Novara, dal 45,8% al 34,7% per Vercelli e dal 50,4 % al 35,7% per il Piemonte.

"L’inversione del trend - osserva il direttore di Cnvv, Aureliano Curini - è un fatto positivo ma i dati sono ancora a livelli molto preoccupanti e siccome il mercato del lavoro ha tempi di reazione strutturalmente più lunghi rispetto a quelli dell’economia reale non possiamo dare spazio all’ottimismo, soprattutto nel caso in cui il rafforzarsi dell’epidemia dovesse comportare nuove restrizioni alle attività produttive, che vanno assolutamente evitate".

L’indicatore relativo agli investimenti significativi registra una contrazione in entrambe le province, attestandosi al 17,8% nel novarese (rispetto a 23% del terzo trimestre 2020) e al 12,2% (rispetto al precedente 15,3%) nel vercellese. Resta invariata (15,9% rispetto a 15,5%) la media regionale, mentre tornano a crescere le intenzioni di effettuare investimenti sostitutivi: dal 50% al 58,1% delle aziende in provincia di Novara, dal 39,8% al 45,9% in provincia di Vercelli e dal 44,4% al 48% in Piemonte. Netto miglioramento, infine, della percentuale di aziende che denuncia ritardi negli incassi: 28,6% nel novarese (contro il precedente 35,9%), 28,9% nel vercellese (contro il 49,5% registrato a fine giugno), e 38,2% (rispetto al 54,5% del trimestre scorso), a livello regionale.

I dati relativi ai principali settori produttivi, elaborati in forma aggregata e con media ponderata sulle due province, segnalano un saldo ottimisti/pessimisti relativo alle attese di produzione ancora negativo ma in miglioramento (da -20 a -2,6 punti) nel metalmeccanico, pur con valori differenti nelle due province: +5 punti in quella di Novara e -10,5 in quella di Vercelli. Produzione attesa in rialzo, ma sempre con un saldo negativo (da -37,5 a -13,6 punti) per la rubinetteria-valvolame, mentre nel chimico il relativo saldo ottimisti/pessimisti risale a +11,1 punti rispetto ai precedenti - 30. Tornano positive le attese di produzione anche nell’alimentare (+22,2 punti il saldo ottimisti/pessimisti, a fronte dei precedenti -6,7), mentre nel tessile-abbigliamento l’indicatore risale da -52,9 a -26,1 punti.

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