Economia

Artigianato: non si arresta la crisi per le imprese piemontesi

Secondo i dati del Registro imprese delle Camere di Commercio, nel 2016 sono state 8440 le imprese artigiane nate sul territorio piemontese, contro le 9878 cessazioni

Immagine di repertorio

Ancora segnali di difficoltà per le imprese artigiane piemontesi, che ci confermano una parte importante del tessuto produttivo regionale: in Piemonte, infatti, più di un’azienda su quattro è artigiana (il 28% circa) contro un media italiana pari al 22,1%.

Secondo i dati del Registro imprese delle Camere di Commercio, l’anno appena concluso è stato ancora critico per questa parte del sistema imprenditoriale locale: se le imprese piemontesi hanno registrato complessivamente, nel periodo gennaio-dicembre 2016, un tasso di crescita lievemente negativo (-0,12%), il comparto artigiano, in linea con la media nazionale, nel medesimo lasso temporale ha subìto una flessione più importante della propria base imprenditoriale (-1,16%).

Le imprese artigiane nate complessivamente sul territorio piemontese nel corso del 2016 sono infatti state 8440. Al netto delle 9878 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo appare negativo (-1438 unità), dinamica che porta a
122099 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine dicembre 2016 presso il Registro imprese delle Camere
di Commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce, come evidenziato sopra, in un tasso di crescita del -1,16%, inferiore rispetto al -1,44% registrato nel 2015 e in linea con la media nazionale del 2016 (-1,16%).

Solo le società più strutturate, aventi forma di società di capitale, hanno mostrato, nel periodo in esame, un tasso di crescita positivo (+2,95%). Le ditte individuali, che rappresentano poco meno dell’80% del tessuto artigiano, hanno purtroppo evidenziato ancora una flessione (-1,02%). Si registra una dinamica ancor più negativa per le società di persone (-2,74%) e le
altre forme giuridiche (-1,28%).

A livello settoriale il primo comparto per numerosità di imprese artigiane si conferma, anche nel 2016, quello edile, con il 42,2% delle realtà imprenditoriali artigiane piemontesi. Questo settore, così rilevante per il comparto artigiano, registra nuovamente un dato pesantemente negativo (-2,19%). L’industria in senso stretto, con il 22,2% delle imprese artigiane della regione, evidenzia un tasso di variazione annuo dello stock pari a -1,52%, seguita dall’agricoltura (-1,42%). Le altre realtà artigiane realizzano, invece, risultati positivi, seppur debolmente: il turismo segna un tasso di crescita pari al +0,17%, performance superata dagli altri servizi (+0,34%) e dal commercio (+0,70%).

A livello territoriale, la distribuzione delle imprese artigiane è analoga a quella del tessuto imprenditoriale nel suo complesso. Un’impresa artigiana su due ha sede, infatti, nel capoluogo regionale. A Cuneo si concentra il 14,8% delle realtà; seguono Alessandria, con il 9,4%, e Novara, con una quota parti al 7,8%. Le altre province evidenziano quote inferiori o pari al 5%. Nel 2016, le criticità maggiori si sono riscontrate a Biella (-2,43%) e Vercelli (-2,39%). Flessioni più intense della media regionale caratterizzano anche Alessandria (-2,01%) e Cuneo (-1,25%). Registrano un dato migliore di quello piemontese, ma pur sempre negativo, le altre realtà provinciali: Verbania -0,98%, Torino -0,88% e Asti e Novara -0,75%.
 

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