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Economia Vignale / Corso Risorgimento, 209

Aria di crisi alla Verbano Trasformatori: Tamini annuncia pesanti tagli al personale

Sono 48 (su 77) i lavoratori dello stabilimento di Novara considerati in esubero. L'azienda ha deciso la riduzione dell'attività produttiva e da ieri i dipendenti sono in sciopero

"Con rammarico abbiamo individuato la necessità di avviare una procedura di riduzione del personale". Così Tamini, proprietaria della Verbano Trasformatori (che da maggio è confluita nel Gruppo Terna), ha annunciato la volontà di effettuare un taglio alla produzione, e di conseguenza al personale. Taglio che coinvolge 48 lavoratori, considerati in esubero dall'azienda.

"Nonostante le azioni intraprese per cercare di ridurre i costi a tutti i livelli - fanno sapere dalla Tamini - risultano 48 i lavoratori considerati in esubero e non ricollocabili o riassorbibili in organico per ragioni economiche, tutti impiegati nello stabilimento di Novara".

Stabilimento, quello di corso Risorgimento, che conta 77 dipendenti e che si occupa principalmente della produzione di trasformatori di potenza di media taglia, "un segmento estremamente competitivo - spiegano dall'azienda - con diversi costruttori sia nazionali che esteri a contendersi un mercato in cui Tamini, purtroppo, da alcuni anni non riesce ad essere competitiva, nonostante tutte le azioni di riduzione costi intraprese".

Per questo motivo, Tamini, una volta esaurite tutte le commesse acquisite e onorati gli impegni contrattuali assunti, ha programmato di uscire progressivamente da questo segmento di mercato e cessare, così, la produzione di trasformatori presso lo stabilimento di Novara, dove continuerà comunque ad essere attivo il reparto avvolgeria, eccellenza del sito produttivo, per la costruzione degli avvolgimenti per le altre fabbriche del gruppo. Un reparto che conta oggi 29 risorse altamente qualificate.

I 48 lavoratori in esubero saranno quindi messi in mobilità, poichè "l'adozione di misure di riduzione di orario e/o di altre misure a sostegno dell’impiego sono incompatibili con la cessazione di una parte delle attività". Un annuncio che ha subito mobilitato i sindacati: da ieri, infatti, i lavoratori sono in sciopero con un presidio davanti allo stabilimento di Vignale. Nella mattinata di ieri hanno anche incontrato il sindaco Andrea Ballarè, che si è impegnato ad attivarsi per coinvolgere le altre istituzioni con l'obiettivo di salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali.

E la società si è resa disponibile da subito al dialogo con i rappresentanti sindacali, "per valutare l’adozione di soluzioni e di strumenti che consentano di attenuare l’impatto economico-sociale della dichiarazione di esubero, fornendo supporto alla ricollocazione e alla riqualificazione dei lavoratori in esubero con strumenti che si discuteranno in sede di esame congiunto".

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