Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Briona, dissequestrato l'impianto di Ted srl: non c'era discarica abusiva

Sul caso si è pronunciata anche la Suprema Corte di Cassazione. Regolari i materiali usati per la costruzione della tangenziale di Fara Novarese

Foto di repertorio

Con un’ordinanza emessa dal Tribunale di Novara  il 19 aprile scorso, notificata all’azienda il giorno successivo, martedì 20 aprile, è stato  dissequestrato l’impianto sito a Briona, lungo la Sp 17 in località Proh, di proprietà della Ted (Trattamenti Ecologici Doria) Srl.

Il Centro di Raccolta, Cernita e Riciclaggio rifiuti con sede nel Novarese  sorge su di un’area  che si estende per oltre 113.000 mq, di cui 15.000 mq coperti. Ted spiega le ragioni del dissequestro. "Il dissequestro giunge a conclusione di un iter processuale e giuridico avviato sempre a Novara il 18 agosto 2020, oggetto di ricorso da parte dei legali di Ted Srl, che ha inteso sin da subito ribadire la correttezza dell’attività svolta, anche in armonia con l’autorizzazione della Provincia di Novara, in essere dal 2010. Sul caso si è pronunciata anche la Suprema Corte di Cassazione, che in data 4 febbraio 2021 ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Novara con cui era stato respinto un primo ricorso dell’azienda. La formula scelta dalla Suprema Corte è quella dell’annullamento dell’ordinanza con rinvio al Tribunale di Novara, di cui le parti attendono di leggere le motivazioni della sentenza, le quali consentiranno di fare ulteriore luce sulla complessa vicenda avviata come detto nell’agosto del 2020".

"Nel frattempo però è intervenuto un nuovo provvedimento del Tribunale di Novara che ha consentito il dissequestro dell’impianto della Ted Srl.  Nella motivazione  di tale provvedimento   si attesta che  l’azienda  “ha agito in conformità di quanto prescritto dall’autorizzazione provinciale, e ciò sarebbe sufficiente a fondarne la buona fede”, agendo correttamente “nel fare eseguire le analisi chimiche e prestazionali necessarie degli aggregati riciclati da laboratori non accreditati al Ministero delle Infrastrutture”. Un passaggio importante, che attesta  ulteriormente il corretto attenersi alle prescrizioni della già citata autorizzazione provinciale. La sentenza del Tribunale fa chiarezza anche sulla ventilata, e a conti fatti erronea, ipotesi che siano stati usati materiali e terre non conformi nella costruzione della tangenziale di Fara Novarese: ipotesi che viene smentita in virtù della correttezza dei procedimenti e dei controlli adottati dalla Ted nell’impianto di Proh, entrambi sanciti dal Tribunale, nonché dalle numerosissime prove eseguite in fase di collaudo dall’ente pubblico, committente dell’opera stradale, che hanno dato esito positivo permettendo così l’inaugurazione e la consegna della stessa avvenuta il 6 aprile 2021. Ne consegue, chiaramente, che a Briona non c'era e non c'è una discarica abusiva. L’unico rilievo che la Provincia di Novara ha contestato è di carattere amministrativo rilevando che “i cumuli  in stoccaggio non sono identificabili con idonea cartellonistica”".

"Nel procedimento giudiziario avviato a Novara la Ted Srl è stata rappresentata dall’avvocato Giovanni Piazza Spessa, del Foro di Milano, il quale ha evidenziato chiaramente- anche in virtù e in forza di consulenze tecniche di alto profilo ed indiscussa autorevolezza acquisite dall’azienda in sede di difesa delle proprie ragioni-  come l’autorizzazione provinciale doveva considerarsi senz’altro legittima, in quanto le procedure ivi descritte per la cessazione della qualifica di rifiuto  erano  conformi alla ratio dell’art 184 ter D. Lgs 152/2006, e soprattutto (come già rilevato) le irregolarità riscontrate dagli operanti  con riferimento alle modalità di stoccaggio dei rifiuti non sarebbero idonee ad integrare il contestato reato di discarica abusiva, dal momento- ha ulteriormente rilevato l’avvocato Spessa- che si è in presenza di un impianto debitamente autorizzato per il trattamento ed il recupero dei rifiuti.  Nel ricorso presentato alla Suprema Corte di Cassazione dall’avvocato Spessa, da cui è scaturito il predetto annullamento con rinvio, si sostiene con forza- in virtù dei già citati pareri tecnici atti a chiarire la correttezza delle procedure adottare da Ted srl nell’impianto di Briona- la non sussitenza del reato di “discarica abusiva”, laddove invece  nessuna violazione è riscontrabile nell’operato della società, con conseguente venire meno dell’elemento della “abusività” che caratterizza la contestata fattispecie. Dall’esito del ricorso, pertanto, l’azienda ha potuto riprendere la propria attività industriale".

"Che la materia di cui parliamo sia estremamente complessa, nonché regolata da un quadro legislativo che potenzialmente dà adito ad errori di interpretazione delle molte leggi in vigore a livello nazionale (con o senza dolo e intenzione), lo dimostra peraltro una vicenda analoga avvenuta all’impianto di Briona e felicemente risoltasi a beneficio dell’azienda nel 2014.  Il 13 ottobre del 2014, esattamente, il Gip del Tribunale di Novara dispone un sequestro preventivo dell’impianto per una presunta gestione del rifiuto difforme dalla normativa e dalla autorizzazione della Provincia di Novara. Anche in quell’occasione verranno tuttavia riconosciute le ragioni e la bontà dell’operato aziendale, in virtù del dissequestro disposto dal Tribunale di Novara l’11 novembre 2014, meno di un mese dopo. In quel documento, che descrive in modo chiaro le ragioni per cui i rilievi di ordine tecnico e normativo mossi furono respinti, si attesta da parte della Provincia di Novara che “l’azienda poteva continuare ad effettuare le attività di recupero previste”. Nel caso di specie, fu erroneamente contestato il non lavaggio della cosiddetta ‘materia prima seconda’, trasformata correttamente (come sancito dal Tribunale) nell’impianto di raccolta e trasformazione dei rifiuti di Briona. Letta a distanza di quasi sette anni, quella vicenda assume toni analoghi, benché si fosse conclusa nell’arco di neppure 30 giorni, ma con la medesima ed identica risultante: il RISPETTO dell’autorizzazione emessa dalla Provincia, e quindi della legge".

“Abbiamo subito un enorme danno di duplice natura, economico e morale. Il primo si desume chiaramente dall’interruzione dell’attività da settembre 2020 sino ad aprile 2021, chiusura che ovviamente ha creato gravissimo nocumento all’attività ordinaria dell’azienda, azzerando il fatturato, tanto più nell’anno della pandemia. Ted Srl è una società la cui esperienza ultra quarantennale risale al 1977. Siamo persone ed imprenditori seri, che lavorano con coscienza e scrupolo. La nostra difesa ha mostrato come le irregolarità contestate sarebbero nella peggiore delle ipotesi di carattere amministrativo, non certo tali da configurare l’esistenza di una discarica abusiva che richiama nella mente di chi legge un articolo di giornale ben altri contesti e ben altri (e molto più gravi) reati di carattere ambientale. Siamo persone serie, pertanto non possiamo accettare che qualcuno metta in dubbio il fatto che i materiali trattati nel nostro impianto e utilizzati per costruire una tangenziale possano essere irregolari o non idonei. Soprattutto, ci teniamo a salvaguardare il buon nome nostro e di tutti i nostri collaboratori. Il rischio, purtroppo ricorrente in questi casi, è infatti quello di infangare l’onorabilità di chi tra mille difficoltà cerca ogni giorno di lavorare e di garantire posti di lavoro. Il dissequestro deciso dal Tribunale di Novara ha confermato la bontà delle nostre tesi. L’azienda rimane ovviamente a disposizione delle istituzioni e della giustizia per fare chiarezza su ogni aspetto di questa vicenda, pertanto attendiamo con fiducia le motivazioni della Cassazione. Ted Srl ha solamente un obiettivo: continuare a lavorare nel settore del trattamento di materiali con passione, serietà e professionalità, come avviene ogni giorno da 44 anni. Infine vorremmo rimarcare una nota di tristezza riguardante il modo di fare informazione da parte di alcune testate. La notizia del sequestro appariva su dei giornali online ben un’ora prima che il sequestro stesso venisse a noi notificato, venendo così enfatizzata e purtroppo corredata di imprecisioni. Ora che l’accusa si è dimostrata del tutto infondata ed il sequestro illegittimo, rileviamo con amarezza che nessuno ha chiesto il nostro parere o in subordine la nostra versione dei fatti”.

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