Esportazioni novaresi: nel 2019 le vendite all’estero rallentano del -1,6%, migliora il surplus

I dati dell'indagine della Camera di Commercio di Novara

Decisamente vivace la dinamica del tessile abbigliamento - Foto di repertorio

Andamento in discesa per le esportazioni novaresi nel 2019: tra gennaio e dicembre le vendite all’estero dei prodotti made in Novara si sono assestate sui 5,1 miliardi di euro, registrando una flessione del -1,6% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Lo rivelano i dati dell'indagine della Camera di Commercio di Novara. Sul fronte dell’import, il novarese registra una diminuzione più intensa, pari al -8,6%, toccando, in termini di valore delle merci, i 2,7 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale si mantiene positivo e pari a 2,4 miliardi di euro, risultato superiore a quello  registrato nello stesso periodo del 2018.

"L’andamento delle vendite all’estero riflette il progressivo rallentamento manifestato dal nostro sistema economico nel corso dell’anno 2019, complice anche il fattore dazi - ha commentato Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara - Rispetto alle altre province piemontesi Novara si colloca al terzo posto, subito dopo Vercelli e Cuneo, unici territori a registrare risultati positivi. Il risultato novarese, pur in flessione, appare più contenuto delle altre variazioni provinciali, che spingono la media piemontese al -3,5%, in controtendenza con quella nazionale, pari al +2,3%. Su questo scenario si è innestato con il nuovo anno un ulteriore elemento di complessità, l’emergenza Covid-19 e il suo impatto nelle relazioni tra i mercati su scala mondiale: la sfida che ci attende è ardua, ma non impossibile, e le imprese potranno affrontarla e superarla attraverso un impegno mirato e congiunto volto a preservare il know-how e il potenziale competitivo del nostro Made In".

Il risultato novarese discende principalmente dall’andamento delle vendite oltre confine dei prodotti manifatturieri, che rappresentano la quasi totalità delle esportazioni provinciali, con risultati eterogenei per i diversi comparti.

Analizzando l’export delle principali attività economiche si osserva infatti una sostanziale stabilità per macchinari e apparecchiature (in cui risultano inclusi rubinetteria e valvolame), che rappresentano il comparto più rilevante, con un’incidenza del 28,5% sull’export provinciale.

Appaiono, invece, in discesa le sostanze e prodotti chimici, che registrano un -4,1% su base annua, collocandosi al secondo posto nella classifica provinciale delle vendite all’estero, con un’incidenza del 16,2%.   

Decisamente vivace la dinamica del tessile abbigliamento, che concretizza un aumento a due cifre, pari al +32,3%, raggiungendo un’incidenza del 13,2% e confermandosi al terzo posto nella classifica provinciale delle vendite all’estero, seguito dal comparto dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, per il quale si registra un risultato positivo, ma ben più modesto, corrispondente al +2%.

In aumento appare anche il comparto della gomma-plastica, che cresce del +5%, mentre si accentua la flessione registrata in corso d’anno per i mezzi di trasporto che, complice il calo della componente aerospazio, evidenziano una variazione del -45,4% e vengono così superati, in termini di incidenza sull’export provinciale, dal comparto dei metalli. 

Per quanto riguarda i mercati di sbocco, l’Unione Europea si conferma la principale destinazione delle merci novaresi, con una quota pari al 62,1% dell’export. La performance dei mercati comunitari appare in calo, ma in misura più moderata rispetto alla media provinciale, registrando una flessione delle esportazioni del -1%.

Guardando ai singoli Paesi si riscontra una diminuzione, pari al -1,4%, delle vendite dirette in Germania, primo mercato dell’export novarese.

Stabili le esportazioni verso la Francia, secondo mercato di riferimento, e verso il Belgio, con variazioni positive, invece, per Paesi Bassi (+10,3%), Polonia (+5,6%) e Repubblica Ceca (+9,1%), mentre flettono quelle verso Regno Unito (-1,2%) e Spagna (-5,2%).  

In merito alle vendite dirette verso i Paesi extra-UE si registra, a livello complessivo, un calo pari al -2,4%. In particolare continua il trend di incremento dell’export verso la Svizzera (+34,7%), spinto dalla crescita degli articoli di abbigliamento e maglieria, che superano il 44% delle vendite dirette al mercato elvetico, incremento connesso anche alle scelte di rilocalizzazione compiute da alcuni gruppi della moda presenti nel novarese. Fortemente in calo appaiono, invece, le esportazioni rivolte al mercato americano (-36,5%), che risentono della contrazione significativa dell’aerospazio.  Crescono, infine, le vendite verso Cina (+18,1%) e Russia (+5%), mercati posizionati rispettivamente all’undicesimo e dodicesimo posto nella classifica di incidenza decrescente dei singoli Paesi sul totale dell’export provinciale. 

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