Insulti e minacce da parte di cittadini esasperati ai consulenti del lavoro: "A rischio la nostra incolumità personale e la nostra sicurezza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

In questi ultimi giorni alcuni consulenti del lavoro della provincia di Novara stanno ricevendo insulti e minacce da parte di lavoratori perché ritenuti i responsabili della mancata percezione delle somme garantite dagli ammortizzatori sociali. Le difficoltà del sito Inps dove richiedere le misure a sostegno di imprese e lavoratori, ma soprattutto i ritardi dovuti alla complessità e l'inadeguatezza dei vari adempimenti in questa fase d'emergenza, stanno alimentando comportamenti inopportuni e anche preoccupanti nei confronti dei professionisti, impegnati senza sosta nelle procedure di richiesta delle integrazioni salariali, e anch’essi vittime delle inefficienze del sistema e non responsabili dei ritardi e dei disguidi dello stesso.

"Data l'eccezionale gravità del periodo che oggi ci troviamo a vivere - dice Bartolomeo La Porta, presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro della provincia di Novara - come professionisti, comprendiamo l’evidente disagio e disperazione degli interessati. Siamo consapevoli della delicatissima situazione personale in cui versano imprenditori e lavoratori, angosciati da difficoltà finanziarie ed economiche, nonché dall’incertezza del futuro. Non vogliamo e non possiamo permetterci di assistere, dopo i primi assalti ad attività commerciali di rivendita di prodotti alimentari, ad altrettanto intollerabili assalti agli studi dei consulenti del lavoro. In questi giorni stiamo avendo le prime avvisaglie. Ci stiamo tutti impegnando al massimo per completare velocemente e tempestivamente le procedure urgenti affidate. Non ci può essere addossata la responsabilità per i ritardi dovuti dalla complessità degli adempimenti burocratici. Ma soprattutto non può essere tollerato alcun comportamento di violenza o minaccia nei confronti di chi è chiamato a svolgere la propria professione in questi difficili momenti. L'incolumità personale e la sicurezza dei consulenti del lavoro è a rischio".

Le criticità e limitazioni operative che rendono il lavoro dei consulenti del lavoro un percorso a ostacoli, e che gli stessi denunciano, sono molte. A partire dalla concentrazione sull’Inps della gestione dell’intero sistema di misure a sostegno di cittadini e imprenditori, che sta creando un carico amministrativo insostenibile per l’Ente sotto il profilo organizzativo e informatico. Manca poi la previsione di uno strumento straordinario di ammortizzatore sociale unico, così come proposto dai consulenti del lavoro, a fronte di una situazione di altrettanto straordinaria emergenza. E ancora, manca la semplificazione delle procedure di ricorso agli ammortizzatori sociali, che sta comportando per i professionisti un sovraccarico di adempimenti, reso ancora più gravoso dalla presenza di richieste sindacali irricevibili.

"Per poter fornire il nostro contributo al sistema Paese e a tutti i cittadini italiani - conclude La Porta - chiediamo di eliminare dalle procedure di richiesta di strumenti di integrazione salariale qualsiasi tipo di accordo o informativa sindacale, perché la chiusura delle aziende per Covid-19 non va motivata. Va previsto il silenzio-assenso per l’approvazione delle istanze presentate per richiedere strumenti di integrazione salariale, in modo da snellire l’iter di approvazione delle domande e la conseguente liquidazione delle somme in tempi brevi. Serve poi un piano straordinario di investimenti in economia reale e di finanziamenti in favore delle Pmi, per creare i presupposti di una ripartenza dell’economia italiana. Chiediamo inoltre che il Governo ascolti le categorie professionali nella fase di predisposizione dei prossimi interventi legislativi, in modo da utilizzare competenze, esperienze e conoscenze proprie dei liberi professionisti".

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