Economia

Manca personale, i tribunali piemontesi "assumono" lavoratori in mobilità

Lavoreranno 30 ore settimanali, per 300 euro al mese cumulabili con l'indennità percepita, per fronteggiare gli ingenti carichi di lavoro che gravano sugli uffici giudiziari

Immagine di repertorio

Lavori socialmente utili in Tribunale per fronteggiare gli ingenti carichi di lavoro che gravano sugli uffici giudiziari del Piemonte. E' quanto prevede il protocollo di intesa firmato dal procuratore generale della Repubblica di Torino Francesco Saluzzo, l'assessora al Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero e il direttore dell’Agenzia Piemonte Lavoro Claudio Spadone.

Settanta lavoratori in mobilità indennizzata saranno infatti impiegati nei tribunali di Torino, Novara, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo Ivrea, Vercelli e Verbania. I lavoratori dovranno essere residenti in Piemonte e avere esperienza in lavori di ufficio.

Il progetto prevede che gli impiegati siano avviati in attività socialmente utili per mansioni di ricevimento del pubblico, reperimento e classificazione degli atti, compiti di tipo amministrativo e informatico. Lavoreranno 30 ore settimanali per 300 euro al mese, cumulabili con l'indennità di mobilità percepita.

"L'iniziativa - ha spiegato Spadon - nasce dalla necessità di supportare le attività del personale degli uffici giudiziari e di offrire ai lavoratori coinvolti la possibilità di non essere completamente esclusi dal mercato del lavoro, operando in una realtà in cui il loro know how è apprezzato e ha una considerevole ricaduta sul territorio piemontese".

I lavoratori saranno individuati dai Centri per l'impiego, che trasmetterà i nominativi agli uffici giudiziari che procederanno poi alla selezione finale. L'Agenzia Piemonte Lavoro garantirà ai lavoratori l'erogazione del contributo economico. La durata del progetto è di sei mesi, prorogabile una sola volta per altri sei mesi.

"Anche se non ha certo la pretesa di risolvere in via definitiva il problema dei carichi di lavoro degli uffici giudiziari - ha commentato l'assessora Pentenero - il protocollo ha un notevole valore pubblico, dato che si propone da una parte di supportare un servizio di fondamentale importanza per la comunità piemontese e dall’altra di offrire ai lavoratori espulsi dal sistema produttivo e iscritti nelle liste di mobilità un’occasione di integrazione del proprio reddito".

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