Economia Agognate

Centro Amazon di Agognate, quanti saranno realmente i posti di lavoro fissi?

In un convegno al Castello di Novara presentati i risultati del Centro Studi sul Terziario del Piemonte Nord con la previsione occupazionale sul polo di Agognate

Il nuovo centro di distribuzione Amazon di Agognate è quasi completato: secondo le previsioni della stessa azienda l'inizio delle attività sarà a settembre.

L'inaugurazione del centro, non ancora completato, era avvenuta qualche settimana fa con un evento che ha coinvolto stampa e amministratori locali e regionali, in cui sono state presentate, tra le altre cose, anche le previsioni occupazionali per i prossimi anni. I numeri erano chiari: 900 posti di lavoro nell'arco di tre anni.

Il Centro Studi sul Terziario del Piemonte Nord però ha realizzato un'analisi per capire quale sarà l'impatto reale del centro Amazon a Novara, soprattutto dal punto di vista occupazionale. I risultati sono stati presentati sabato 17 luglio in un convegno al Castello di Novara. "È un quadro a tinte fosche, quello che emerge dall’analisi dell’impatto occupazionale, risultato di una approfondita operazione che prende in esame una stima verosimile dell’occupazione reale prodotta nei centri Amazon simili ad Agognate per tipologia di insediamento, dimensioni o caratteristiche territoriali - si legge nel report -. Dei 900 rapporti di lavoro che Amazon intende attivare nei prossimi 3 anni, si stima che 627 di questi (il 69,7%) sia destinato a cessare, concretizzando un saldo netto di 273 posti di lavoro, pari al 30,3% delle assunzioni previste".

Il reale impatto occupazionale, tra precarietà e territorio

E non solo. "Tra i lavoratori assunti - prosegue il report - solo il 18% potrà godere di un posto di lavoro “buono” a tempo indeterminato, mentre l’82% dovrà accontentarsi di forme contrattuali più flessibili, per la maggior parte provenienti da contratti a termine stipulati tramite agenzie di somministrazione (75,5%). Una stima prudenziale, che tiene conto in modo particolare dell’evoluzione riscontrata nei centri del territorio piemontese.

"Tra gli assunti: il 48,9% sarà costituito da lavoratori under 30 e il 51,1% da over 30; il 64,3% sarà di genere maschile e il 35,7% di genere femminile; il 77,9% avrà cittadinanza italiana e il 22,1% straniera. Le professioni “qualificate” saranno solo il 19,2% del totale, le “semi qualificate” il 43,5% e le “non qualificate” il 37,3%. Lo stipendio netto varierà tra gli 800 e i 1.200 euro, per un costo lordo complessivo che supererà di poco i 1.600 euro. Considerando le aree di provenienza dei lavoratori, il 40% di essi (360) sarà domiciliato nel comune di Novara, il 15% in altri comuni contermini (135), il 12,6% (113) in altri comuni della provincia di Novara, il 21,6% (194) in altri comuni del Piemonte e il 10,8% (97) fuori regione".

“Nell’insieme” - ha commentato Alessandro Minello del Centro Studi sul Terziario del Piemonte Nord - “dal confronto con gli altri casi nazionali, ci aspettiamo che Agognate si collochi nella media, ma con una qualità occupazionale inferiore alle aspettative della comunità locale. È probabile inoltre che la maggior parte delle assunzioni avvenga con contratti flessibili accompagnati da bassi tassi di trasformazione in contratti a tempo indeterminato. Se così fosse la domanda di lavoro si rivelerebbe più una speranza di un posto fisso che una vera e propria opportunità lavorativa.”

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