“Mai troppo tardi”, giovani e anziani insieme per scoprire il mondo digitale e quello del lavoro

I giovani forniranno agli anziani competenze digitali, mentre gli anziani trasferiranno ai ragazzi la propria esperienza da professionisti o imprenditori

Si è svolto ieri, in streaming sul canale YouTube del Comune di Novara (al link https://www.youtube.com/watch?v=SQeh4QF_18g&t=116s) il convegno di presentazione del progetto “Mai troppo tardi”.

Il Comune di Novara è stato uno dei 7 comuni scelti dal Dipartimento della Funzione Pubblica (Presidenza del Consiglio dei Ministri) nella selezione di progetti sperimentali di Innovazione sociale.

Il progetto di Novara si pone l’obiettivo di estendere pratiche innovative che consentano di unire le esigenze di due fasce di popolazione; da una parte i giovani disoccupati o alla ricerca di impiego, dall’altra gli anziani con difficoltà di accesso ai servizi: creare “forza”, insomma, unendo quelle che oggi sono due “debolezze”. Nello specifico, verrà realizzata una piattaforma (ossia un luogo da individuare anche per valenza simbolica e sociale) di scambio intergenerazionale. Qui, i giovani forniranno agli anziani competenze digitali finalizzate ad aumentare l’accesso a molti servizi pubblici che permetterebbero agli anziani maggiore serenità ed attività. Il percorso si concentrerà su servizi sanitari e bancari, con estensione ad altri servizi quali apprendimento a distanza per corsi universitari rivolti alla terza età, assistenza domiciliare e consegne a domicilio di beni alimentari. Dall’altra parte, gli anziani trasferiranno ai ragazzi la propria esperienza da professionisti o imprenditori, fornendo assistenza ai giovani che vogliano intraprendere lavori simili a quelli che gli anziani svolgevano prima della pensione.

“Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di attività che stiamo portando sul tema dei giovani e della loro formazione – spiega il Sindaco di Novara Alessandro Canelli – Collaborazione tra generazione e utilizzo di competenze digitali, ancora di più in un contesto come quello che stiamo vivendo sarà ancora più necessario e utile”.

Al convegno hanno preso la parola Davide Ricordi, funzionario delle Politiche Sociali e coordinatore dello Spazio Novara presso la Caserma Passalacqua, Antonio Negro di Vision&Value, l’economista Francesco grillo e i partner del progetto.

“Abbiamo proposto qualcosa di veramente innovativo – aggiunge Roberto Moriondo direttore generale del Comune di Novara – I giovani sono nativi digitali in grado di comunicare con la fascia di popolazione più anziana che ancora ha difficoltà nell’approccio ai servizi in rete. In questo modo, si crea uno scambio intergenerazionale utile e produttivo mettendo insieme debolezze e punti di forza reciproci. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma lo svilupperemo con le dovute risorse e con l’aiuto dei partner che ringrazio per l’importante collaborazione”.

“Le distanze che oggi ci obbligano a stare agli “arresti domiciliari” creano problemi soprattutto alla fascia anziana – conclude l’assessore alle Politiche Sociali e vicesindaco Franco Caressa - Questo scambio anche culturale non può che arricchire le conoscenze reciproche degli attori coinvolti. Oggi la digitalizzazione è fondamentale: il 40% della popolazione è over 65 e molti, di questi, hanno problemi a muoversi con i servizi in rete. D’altra parte, i giovani ne hanno nell’inserimento nel mondo del lavoro. L’auspicio, anche con il supporto della Regione, è quello di portare avanti un progetto da cui entrambe le generazioni coinvolte trarranno grandi benefici”.

Al convegno è intervenuto l’assessore regionale all’Innovazione, Matteo Marnati.

“Gli anziani – ha esordito Marnati - sono una grande risorsa e dobbiamo costruire politiche dedicate principalmente a loro, portando avanti in parallelo i temi dell’innovazione e della tecnologia. Oggi ci si accorge della fragilità del sistema. Nella prossima programmazione cercheremo di valutare le best practices; oggi i fabbisogni sono molto diversi specialmente in questo momento storico. Occorre attuare e sviluppare nuove idee per andare incontro alle esigenze del sociale, per mettere in contatto le nuove generazioni con quelle più anziane. Sono risposte che dobbiamo dare. Nell’attuale programmazione 2014-2020, ormai al suo termine, sono stati stanziati 20 milioni di euro, tra fondi Por Fesr e Fse, per azioni volte a stimolare la sperimentazione di innovazioni sociali sul territorio con la finalità di promuovere la coesione e l’inclusione sociale. Nel quadrante (Novara – Vercelli – Biella – Vco)  il progetto “We Care”, la cui sfida è quella di coniugare politiche sociali, politiche del lavoro e sviluppo economico, pensando alla coesione sociale come occasione di sviluppo territoriale, ha finanziato progetti per il Terzo Settore per 620mila euro”. “Il Comune di Novara è molto attento al sociale – ha concluso l’assessore regionale – In un mondo civile occuparsi della fragilità è una priorità”.

Partner del progetto sono Vision&Value, TOP-IX, La Scuola Open Source, Consorzio Sociale Comunità Impresa, Fondazione Comunità del Novarese.

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