Maltempo e frana in Val Formazza, Coldiretti Novara-Vco: non dimenticare le imprese agricole

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Locali allagati, prati invasi dal fango e dai massi e una frana che incombe a poche centinaia di metri: il maltempo che ha investito la zona dell'Ossola in questi ultimi giorni ha portato con sé danni e una notte di paura per gli agricoltori, soprattutto in Val Formazza. Ad essere franati, all’altezza di Valdo, sono decine di migliaia di metri cubi di roccia, mista a fango e detriti, proprio a fianco ad una parete già franata una decina di anni fa. In quella occasione è stato costruito un vallo artificiale che nella nottata di lunedì ha contribuito a trattenere gran parte della massa di materiale caduta, preservando il centro abitato. Sono state però colpite alcune case e le rocce e il fango hanno invaso una decina di ettari di prato dell'Azienda Formazza Agricola, fondamentali per produrre il foraggio delle mucche con il cui latte si producono i formaggi i latticini dell'azienda a conduzione familiare. In azienda raccontano di una notte insonne, passata ad aiutarsi con i vicini e con i macchinari bloccati per la mancanza di elettricità, mentre nel buio si sentiva il rumore della frana incombere. Non è l'unica azienda colpita: verso Crodo è esondata anche una diramazione del fiume Toce e fango e ghiaia hanno invaso i magazzini del consorzio Erba Bona, che produce erbe aromatiche e i prati dell'azienda Albrun, utilizzati per nutrire le loro vacche da latte. Anche qui gli agricoltori si sono già rimboccati le maniche e, dopo una giornata passata ad asciugare e pulire dai detriti, si sta tornando alla normalità, anche se la preoccupazione è alta e i danni sono molti. Tutto ciò che è stato invaso dall'acqua non è più utilizzabile, nemmeno il fieno per il foraggio, ricoperto dal fango e quindi immangiabile da parte dei bovini. "La situazione di queste aziende è simbolica per le tante che soffrono di queste difficoltà in montagna e fa capire come gli agricoltori e gli allevatori siano un presidio per il territorio, solidali con la comunità e nel rapporto con la montagna e con l'ambiente circostante", afferma Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara-Vco. "Oltre ai danni immediati si sono perse anche decine di ettari di terreno, che sarà difficile ripristinare a breve e che sono fondamentali per il mantenimento della biodiversità e della tipicità dei prodotti. Queste aziende ora vanno difese, aiutate e tutelate e va al più presto garantita la loro sicurezza", conclude Baudo.

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