Mercatone Uno: 200 posti di lavoro a rischio

L'azienda ha presentato domanda di concordato preventivo in bianco al tribunale di Bologna. In Provincia esistono quattro negozi: Trecate, Caltignaga, Romagnano Sesia e Pombia. Se non verranno trovati acquirenti si prospetta il fallimento

A causa di un indebitamento di 425 milioni di euro causato dalla continua riduzione del fatturato, l’azienda bolognese è stata costretta a presentare domanda di concordato preventivo.

In Provincia di Novara ci sono quattro sedi di Mercatone Uno: Trecate, il negozio con le entrate migliori della zona, Caltignaga, Romagnano Sesia e Pombia. Questi ultimi due sono punti vendita che non si sostengono economicamente, quindi a maggior rischio chiusura per la difficoltà di trovare acquirenti che vogliano subentrare.

Queste le parole di Alonzo Testaverde, rappresentante Cigl che sta seguendo la vicenda:"La situazione è drammatica. Lunedì 16 febbraio c'è stato l'ennesimo incontro a Bologna con la proprietà. Tre stelle arreda, che fa parte del gruppo, ha già dichiarato fallimento. Per Mercatone Uno l'azienda ha confermato quanto stabilito nella precedente riunione del 5 febbraio, ovvero che ha chiesto accesso al concordato preventivo. Ad oggi di offerte non c'è nulla di ufficiale, però ci sono poco meno di una trentina di punti vendita d'interesse per un acquirente, gli altri, quelli con i conti in negativo e quindi economicamente non appetibili rischiano la chiusura. Se per loro non verrà trovato un acquirente l'azienda dovrà presentare entro fine marzo un piano sul quale si dovrà pronunciare il tribunale entro il 18 maggio. Le possibilità saranno l'omologazione del concordato o il fallimento".

Dopo questo incontro, ieri sera, martedì 17 febbraio, ve ne è stato un altro in Comune a Pombia al quale erano presenti il suddetto sindacalista, il sindaco Giovanni Grazioli, il suo vice Loris Fortina e la rappresentante dei dipendenti del Mercatone di Pombia. Qui è stata ripresentata la situazione in cui versa la struttura dell'Ovest Ticino con la speranza di trovare qualcuno con attività che utilizzi lo stabile e ovviamente possa continuare a far lavorare le persone che ora rischiano tantissimo, ovvero circa 30 persone. "Il momento storico è difficile, quindi l'operazione non sarà facile, sopratutto in tempi brevi come loro sperano - commenta il vice sindaco Fortina - tuttavia anche noi proveremo a cercare qualcuno che abbia  intenzione di fare qualcosa. Anche se la posizione è discreta, bisogna verificare che altro tipo di attività si può fare in quello stabile che ha una metratura di circa 10 mila mq".

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