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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Economia

Saldi 2014: buona la partenza, in città è controtendenza

Nonostante il periodo non proprio propenso per le tasche dei cittadini, i saldi, avviati in città lo scorso 4 gennaio, stanno riscuotendo un discreto successo. Rispetto allo scorso anno si registra un 10% di vendite in più

In città la corsa ai saldi è partita lo scorso 4 gennaio: tanti i cittadini che hanno aspettato questo momento per fare l'acquisto atteso. E tanti i cittadini che in questi giorni hanno preso d'assalto i negozi alla ricerca del capo preferito.

I dati di Ascom in questa prima fase di saldi i dati parlano chiaro: "gli acquisti al momento registrano un 10% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E' ancora presto - dicono - dall'Ascom ma il dato è decisamente in controtendenza rispetto al periodo e alle aspettative. La stagione dei saldi - precisano - è molto lunga, ci sarà tempo fino al prossimo 4 marzo per fare acquisti ad un prezzo decisamente scontato".

Discreto l'afflusso anche  nei grandi centri commerciali e all'Outlet di Vicolungo, meta in questo periodo di diversi cittadini, giunti anche da fuori provincia, per un po' di shopping a prezzi molto agevolati.

Il buon avvio dei saldi non ha però frenato le polemiche degli addetti del settore: proprio all'indomani dell'inizio dei saldi il presidente provinciale di Federmoda, attraverso una nota stampa, criticava duramente la pubblicità apparsa su diversi quotidiani: "Saldi, per qualcuno iniziano prima". Se la Regione Piemonte prevede per tutte le attività commerciali l’avvio dei saldi invernali per sabato 4 gennaio, non si vede perché qualcuno debba sentirsi autorizzato ad aggirare le normative, trovando, oltretutto, ampia eco sulla stampa. Poco importa che si tratti di saldi 'privati' o di 'pre-saldi' o di una delle tante formule inventate per promuovere le vendite: la realtà è che alla grande distribuzione tutto è concesso, mentre il piccolo commerciante, che cerca di attenersi alle regole per non incorrere in sanzioni, risulta penalizzato anche da questo tipo di informazione. Il settore della moda versa in serie difficoltà e la richiesta di sconti da parte dei clienti è sempre più pressante. Come Federazione Moda Italia siamo i primi a sostenere che le regole sulle vendite speciali sono da ridiscutere a livello nazionale, in senso meno restrittivo: però, finché la normativa resta tale, tutti la devono rispettare, evitando di fare concorrenza sleale ai colleghi, con il silenzio complice delle Amministrazioni comunali e la cassa di risonanza degli organi di stampa".  

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