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Coronavirus: "Parrucchieri ed estetisti ancora chiusi e intanto aumentano gli abusivi"

L'allarme di Confartigianato

Parrucchieri ed estetisti chiusi fino al 1 giugno: il rischio è che aumentino gli abusivi e il settore abbia gravi perdite, sia in termini di ricavi che di posti di lavoro. 

"Acconciatori ed estetisti sono stati tra i primi a chiedere la sospensione delle proprie attività di fronte alla diffusione crescente del Coronavirus, lanciando un preciso segnale di attenzione alla salute delle persone e di tutela dei propri collaboratori - scrive Confartigianato - Con il Decreto dello scorso 11 marzo, sono arrivati i provvedimenti che hanno sancito la chiusura delle attività del benessere e dei servizi alla persona, una chiusura che è stata prolungata con l’ultimo DPCM fino al primo giugno. Per questo Confartigianato, ha presentato al Governo una serie di proposte operative, di carattere organizzativo e igienico-sanitario, per la riapertura dei saloni".

Dagli ultimi dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato, in questi settori in Piemonte si registrano 12.449 imprese artigiane del settore dei servizi di acconciatura e altri trattamenti estetici, che offrono servizi di acconciatura, manicure, pedicure e trattamenti estetici grazie anche ai circa 22mila addetti. Confartigianato ha calcolato che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza sleale degli abusivi nei mesi di marzo, aprile e maggio causerà alle imprese del Piemonte di acconciatura e di estetica una perdita economica di 89,7 milioni di euro. Sarà molto difficile evitare ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi mettono a rischio il lavoro di 12.449 imprese artigiane del settore.

“La situazione per il settore benessere è pesantissima, saranno tante le attività che non avranno più la forza per riaprire o che purtroppo dovranno lasciare a casa il personale – affermano Enrico Frea e Stefania Baiolini, responsabili settore acconciatura ed estetica di Confartigianato Piemonte – tutto questo è drammatico e non possiamo permetterlo”. “In più, dobbiamo anche aggiungere il proliferare dell’abusivismo, oltre al disagio crescente tra i cittadini che si sono visti privare anche di questo piacere, utili al mantenimento di uno stato di benessere psico-fisico”.

“La prospettiva di un altro mese di fermo obbligato non possiamo accettarla passivamente, tantomeno in silenzio – concludono Frea e Baiolini – sicuramente studieremo iniziative sia per manifestare al Governo il malessere del settore, sia per formulare ulteriori azioni e iniziative che possano sbloccare la situazione, inoltre chiederemo, in tempi brevi, un confronto con il Governo per avere maggiori delucidazioni rispetto all’ultimo DPCM che ci penalizza fortemente”.

“Abbiamo elaborato e presentato tempestive proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività-commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte-osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia, sanificazione. Proposte che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E ora rimaniamo sbalorditi dalla superficialità con cui il Governo mette in quarantena per tre mesi l’intero settore del benessere”.

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