Piemonte in zona rossa, Confcommercio chiede di diversificare le restrizioni in base al territorio

La richiesta di Confcommercio Alto Piemonte, inviata direttamente al presidente della Regione, è quella di introdurre sul territorio regionale provvedimenti differenti in base alle diverse situazioni

Foto di repertorio

Diversificare le restrizioni in base alla situazione delle diverse province del Piemonte. E' questa la richiesta che Confcommercio Alto Piemonte ha inviato al presidente della Regione Alberto Cirio.

Da domani, venerdì 6 novembre, in Piemonte, classificato dal Governo come zona rossa, dovanno infatti chiudere anche i negozi al dettaglio, oltre ai bar e ai ristoranti. Ma secondo Confcommercio chiudere ovunque allo stesso modo è sbagliato, mentre sarebbe necessario "introdurre provvedimenti modulati, in relazione a specifiche parti del territorio regionale e all’effettiva situazione di emergenza sanitaria".

Piemonte in zona rossa: quali negozi possono rimanere aperti

"Il rischio sanitario non risulta infatti il medesimo in tutte le province piemontesi - spiegano da Confcommercio in una nota stampa - e non è giusto paralizzare attività di commercio e di somministrazione ove non strettamente necessario e con tragiche conseguenze economiche e sociali per imprenditori e dipendenti".

L'appello è stato inviato tramite pec alla Regione dal presidente di Confcommercio Alto Piemonte Maurizio Grifoni e dai presidenti di tutte le associazioni territoriali di Confcommercio (Novara e Vco) e di tutte le categorie rappresentate (somministrazione, abbigliamento, orafi, mobilieri, ambulanti, ecc.).

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