Il Giorno della Memoria in biblioteca: giovedì l’ultima intervista a Primo Levi

Il 26 gennaio alle ore 18 presso la Sezione Novarese della biblioteca civica Negroni, all’interno dei Giovedì della Biblioteca, un nuovo appuntamento con la storia. Per il Giorno della Memoria, giornata internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto, Giovanni Tesio dialoga con Giovanni Cerutti direttore dell’Istituto Storico della Resistenza Fornara di Novara, presentando il libro scaturito negli anni ottanta da interviste fatte a Primo Levi: "Io che vi parlo. Conversazioni con Giovanni Tesio" (Einaudi).

Giovanni Tesio è stato ordinario di letteratura italiana presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale e critico letterario de La Stampa - Tuttolibri , è tra i maggiori esperti di poesia in dialetto. Attento, sulla linea segnata da Carlo Dionisotti, alla geografia e alla storia della letteratura italiana, muove la propria attività di ricerca prevalentemente lungo i versanti del rapporto tra scrittura e territorio. Inoltre è uno dei consulenti letterari e culturali del Centro Novarese di Studi Letterari e un esperto della letteratura di Sebastiano Vassalli.

Primo Levi Nasce a Torino nella casa in cui abiterà per tutta la vita. Emanate nel 1938 le leggi razziali, riesce a proseguire gli studi universitari e inizia a frequentare circoli antifascisti. Nel 1942 va a Milano e qui entra in contatto con militanti antifascisti e si iscrive al Partito d'Azione clandestino. Nel ‘43, caduto il governo fascista è attivo come collegamento fra i partiti del futuro Cln. Dopo l’otto settembre si unisce a un gruppo partigiano operante in Valle d'Aosta. Arrestato a Brusson viene avviato al campo di concentramento di Carpi-Fòssoli, il campo passa nel ‘44 in mano tedesca e Levi è mandato ad Auschwitz.

Dopo la liberazione da Auschwitz rimane qualche tempo a Katowice in un campo sovietico di transito e poi inizia il suo lungo viaggio di ritorno in Italia. Inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi e nel 1958 vi pubblica "Se questo è un uomo", testimonianza della prigionia nei campi di concentramento nazisti e della lotta per la sopravvivenza. È autore anche di "La tregua" (vincitore del Premio Campiello), in cui offre una descrizione del ritorno alla vita dopo quella atroce esperienza. Seguono le altre opere: "Storie naturali", "Il sistema periodico", "La chiave a stella" (Premio Strega e Viareggio). Ritorna ai temi della guerra e dell'olocausto in "Se non ora quando?" (Premio Campiello), svincolato però da riferimenti autobiografici. L’11 aprile 1987 muore suicida nella sua casa di Torino.

"Io che vi parlo. Conversazioni con Giovanni Tesio" è stato scelto appositamente per chiudere il mese di gennaio dedicato alle letture per non dimenticare e per aprire le commemorazioni del Giorno della Memoria, invitando i lettori di tutte le età a immergersi in un pezzo di vita di Primo Levi, la sua famiglia, l'infanzia, gli anni di formazione durante il fascismo, gli amici dell'adolescenza, le letture, la timidezza, la passione per la montagna. E ancora la guerra, il ritorno a casa e un mestiere che è poi un caso particolare, una versione più strenua del mestiere di vivere. Quasi trent’anni di silenzio per questa fitta conversazione che Primo Levi ha intrecciato nei primi mesi del 1987 con Giovanni Tesio, in vista di una convenuta "biografia autorizzata". Domande discrete e mai troppo incalzanti a cui Levi risponde con una disponibilità vigilata ma a tratti molto esplicita, che spariglia il risaputo, lasciando trasparire un lato di sé più intimo. E regala un dialogo intenso che corre sul filo della memoria, carico di vita, di storie e di Storia; un dialogo che si interrompe proprio prima di Auschwitz. Una interruzione dovuta alla morte improvvisa di Levi.
 

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