Le scuole novaresi cercano nuovi spazi per l'inizio delle lezioni

La Provincia sta lavorando per trovare nuove aule. Esclusa l'ipotesi palestre

A settembre ricominceranno le lezioni, ma le scuole avranno bisogno di maggiori spazi per garantire il distanziamento tra gli alunni

É stato questo l'argomento discusso nella III Commissione consiliare provinciale, che si è riunita nella mattinata del 21 luglio na Palazzo Natta. A fare il punto della situazione è stato Il consigliere delegato all’Istruzione Crivelli, che ha riferito che "in questi ultimi giorni ci siamo relazionati con i Dirigenti scolastici e con il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Giuseppe Bordonaro, svolgendo già il 10 luglio scorso la Conferenza di Servizi prescritta dalle linee guida ministeriali. Da parte di tutti c’è l’impegno a ottimizzare gli spazi a disposizione dei vari Istituti della nostra provincia. Un obiettivo sicuramente complesso e rispetto al quale c’è davvero pochissimo tempo per riuscire a organizzare nuove classi in luoghi ora non utilizzati che siano sicuri e pienamente rispondenti alle disposizioni anti-Covid19: il Ministero ha messo in campo risorse importanti - per la Provincia di Novara si tratta di 750.000 euro - ma non risultano comunque sufficienti per gli interventi richiesti. In tal senso, la logica che si sta seguendo e che è stata condivisa sia dall'Ufficio scolastico, sia anche dai Dirigenti scolastici, è quella di fare sinergia con le risorse stanziate dal Ministero alle singole scuole e realizzare opere che abbiano un efficacia immediata per la ripartenza di settembre garantebdo anche un'utilità e un'efficacia nei prossimi anni. E’ inoltre possibile per gli Istituti utilizzare spazi disponibili presso altre realtà: al momento la Provincia ha lasciato alle singole Istituzioni scolastiche il compito di individuare eventuali collaborazioni con soggetti ospitanti esterni. Al contrario – ha concluso il consigliere - non potranno essere utilizzate le palestre: questa scelta è stata stabilita insieme con i Dirigenti scolastici, che non l’hanno avanzata e che pertanto non si è ritenuto necessario ipotizzare come soluzione, tenendo anche presente la specificità delle scuole secondarie di secondo grado che - a differenza degli altri gradi di istruzione - hanno facoltà di utilizzare, pur in misura residuale, la didattica a distanza".

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