Scuola

Novara, protesta degli insegnanti del Fauser: "Dopo 26 anni sfrattati dalla succursale"

La struttura di via Camoletti sarà utilizzata dal liceo scientifico Antonelli

Dopo 26 anni il Fauser non potrà più usare la succursale: i professori non ci stanno e scrivono una lettera di protesta.

Il collegio docenti del Fauser ha infatti inviato una lettera aperta per manifestare il proprio dissenso sulla decisione di destinare l'intera struttura di via Camoletti al liceo scientifico Antonelli, che negli ultimi anni ha avuto un boom di iscrizioni e quindi non ha sufficienti spazi. "Questa scelta - scrivono i docenti del Fauser - crea notevoli problemi di tipo didattico e organizzativo ad un istituto che non ha diminuito la propria popolazione scolastica (abbiamo alcune classi in più), e per il quale una dislocazione diversa delle aule, distante dalla sede, non si concilia con l’indirizzo tecnico della scuola che necessita di attività e spazi laboratoriali essenziali per un’adeguata formazione dei ragazzi".

La soluzione adottata dalla provincia è quella di utilizzare degli spazi all'interno dell'oratorio della Madonna Pellegrina, poco distante dall'istituto, ma non adatto alle esigenze degli studenti dell'istituto tecnico secondo il collegio docenti. "La già evidenziata insufficienza degli spazi presso l’Oratorio Madonna Pellegrina, che ci viene presentato come alternativa, costringerà i nostri studenti a concentrare le ore di teoria, peggiorando la qualità della formazione, o, in alternativa, ad effettuare più spostamenti nella stessa mattina, particolarmente difficili in una scuola in cui sono presenti diversi allievi con difficoltà nella mobilità. Inoltre tali aule sono totalmente
sguarnite di attrezzature tecnologiche essenziali, che invece erano state implementate dal Fauser presso la propria succursale, attraverso un piano di sviluppo dell’Istituto".

"Si vuole penalizzare un Istituto perché è un Istituto tecnico, e perché ha scelto di essere inclusivo? - proseguono i docenti - Il dissenso dei docenti è anche relativo al metodo usato: una comunicazione burocratica all’inizio del mese di agosto è tardiva ed avviene dopo che sono giunte le nuove iscrizioni alla scuola. Alle famiglie era stato presentato un progetto formativo possibile sulla base di una certa organizzazione degli spazi, e ora si ritrovano con modifiche condizionanti in modo negativo. E’ noto che tutte le scuole hanno esigenze, ma il metodo da adottare avrebbe dovuto essere quello del confronto e della condivisione in trasparenza dei vari dati critici, per trovare una soluzione condivisa, non quello che, in modo autoritario e burocratico, penalizza una scuola per risolvere i problemi di un’altra. La notizia positiva giunta in queste ultime ore è che la Provincia intenderebbe costruire nuove aule all’interno della sede dell’istituto. Augurandosi che alle buone intenzioni seguano i fatti, il collegio docenti si impegna a vigilare, in accordo con l’istituzione scolastica, perché ciò avvenga nel più breve tempo possibile, in modo
che quest’anno scolastico non risulti penalizzante per la formazione degli studenti, e a valutare eventuali altre azioni a difesa della qualità dell’istruzione e dell’utenza".

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