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Goletta dei Laghi: i risultati finali dei monitoraggi su Maggiore e d'Orta

Fortemente inquinati o inquinati 5 dei 9 punti campionati da Legambiente sul Maggiore, oltre i limiti 2 punti su 5 sull'Orta. Il miglioramento c'è ma devono continuare gli sforzi per garantire una gestione ottimale delle acque e la tutela degli ecosistemi lacustri

Si è conclusa la tappa sui laghi d’Orta e Maggiore della Goletta dei Laghi, la campagna estiva di Legambiente che monitora lo stato di salute dei bacini lacustri, i controlli dei punti critici svolti sugli immissari del Verbano piemontese e del Lago d’Orta nell’ultimo decennio, si affiancano ai campionamenti stagionali svolti da Arpa Piemonte su tutta la rete regionale delle acque di balneazione e non perseguono la logica di produrre classifiche con promossi o bocciati.

Dai prelievi effettuati dall’associazione ambientalista è emerso che cinque punti su nove con livelli di inquinamento oltre i limiti di legge sul Lago Maggiore e due su cinque sul Lago d'Orta.
Tuttavia, si è notato un miglioramento rispetto all'anno precedente, soprattutto per il Lago d'Orta. Nel mirino dei monitoraggi, come di consueto, canali e foci, le principali vie attraverso le quali l'inquinamento microbiologico derivante da cattiva depurazione o scarichi illegali raggiunge i laghi.

"I risultati dei monitoraggi effettuati sui laghi d'Orta e Maggiore indicano un miglioramento generale rispetto agli anni precedenti - commenta Elisa Scocchera, portavoce di Goletta dei Laghi di Legambiente -. Nel Lago d'Orta - continua la portavoce - la situazione sembra migliorare con meno punti inquinati e concentrazioni di inquinanti più basse. Sul lago Maggiore, - aggiunge Scocchera - sebbene persistano alcune criticità, si registra una leggera miglioria rispetto all'anno scorso, con un minor numero di punti fortemente inquinati. È necessario continuare gli sforzi - conclude Scocchera - per garantire una gestione ottimale delle acque e la tutela degli ecosistemi lacustri".
 
Gli esiti delle analisi effettuate sui campioni prelevati nei giorni scorsi da un team di tecnici e volontari dell’associazione ambientalista sono stati presentati questa mattina, martedì 11 luglio,  durante la conferenza stampa tenutasi presso la Fratelli Fantini S.p.A a Pella. Sono intervenuti: Alice De Marco, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Elisa Scocchera, portavoce di Goletta dei Laghi di Legambiente, Massimiliano Caligara e Roberto Signorelli del Circolo Legambiente Amici del Lago, Jacopo Fogola, Responsabile Dipartimento Territoriale Nord-Est di Arpa Piemonte, Andrea Lolli, Head of Open Innovation di Enel X Way srl; Matteo Felici di Pinta e Stefano Timpani di Acquaviva sport.  

"I monitoraggi dei punti critici, che svolgiamo sugli immissari del Verbano piemontese e del Lago d’Orta da più di dieci anni, - dichiara Massimiliano Caligara, presidente del circolo territoriale di Legambiente Gli Amici del Lago - si affiancano ai campionamenti stagionali svolti da Arpa Piemonte su tutta la rete regionale delle acque di balneazione e non perseguono la logica di produrre classifiche con promossi o bocciati tra i vari Comuni. Questi risultati – conclude Caligara - si pongono l’obiettivo di fornire ulteriori strumenti di valutazione e miglioramento continuo, finalizzati ad una gestione ottimale delle acque reflue e degli scarichi a lago per contribuire alla tutela e all’equilibrio degli ecosistemi lacustri, sottoposti a forte pressione antropica".

"Nei nostri territori, a livello regionale e locale, - dichiara Alice De Marco, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - come Legambiente abbiamo instaurato una stretta collaborazione e un dialogo diretto sia con l’agenzia regionale dell’ambiente, che con la società pubblica di gestione integrata del ciclo idrico delle provincie di Novara e Vco. Questa collaborazione - sottolinea De Marco - non si limita alla qualità delle acque, ma si estende anche a progetti di ricerca congiunti sullo studio della presenza delle microplastiche nei laghi e ad un osservatorio per comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e pianificare l'adattamento dei territori lacustri, coinvolgendo diversi enti scientifici e università".

Il dettaglio delle analisi microbiologiche sui laghi Maggiore d’Orta

Nove i punti oggetto di prelievi sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Quattro di questi sono risultati entro i limiti di legge: la foce del torrente Erno a Lesa, la foce del torrente Selvaspessa a Baveno, la foce del torrente Vevera ad Arona - che da oltre un decennio è risultata inquinata o fortemente inquinata - e il lago presso lo sfioratore rio San Luigi ad Arona, che dal 2019 è risultato fortemente inquinato.
La foce del fiume Toce a Verbania, invece, è risultata inquinata, mentre era fortemente inquinata negli anni 2021 e 2022. La foce del torrente San Giovanni a Verbania risulta inquinata quest'anno come nel 2021, mentre era entro i limiti lo scorso anno. I punti fortemente inquinati includono la foce del rio Arlasca a Dormelletto, che era anche fortemente inquinata nel 2022 ma entro i limiti nel 2020 e nel 2021, e la foce del torrente San Bernardino a Verbania, che invece era entro i limiti tra il 2020 e il 2022.

I dati del monitoraggio Lago Maggiore

Sul Lago d'Orta sono stati campionati cinque punti, di cui due sopra i limiti di legge. In particolare, è risultato fortemente inquinato il punto campionato alla foce del torrente Lagna nel comune di San Maurizio d'Opaglio (No). La foce del torrente Pescone sulla passeggiata a lago sud a Pettenasco è risultata inquinata, mentre negli anni 2021 e 2022 era risultata fortemente inquinata.
Entro i limiti di legge: lo sfioratore sul lungolago Beltrami 31 a San Maurizio d'Opaglio - dopo essere stato fortemente inquinato lo scorso anno e nel 2018 - la foce del torrente Pellino a Pella e la foce del Fiumetta in località Bagnella, La Boschina a Omegna che è risultata inquinata lo scorso anno e fortemente inquinata l'anno precedente.

I dati del monitoraggio Lago d'Orta

I prelievi di Goletta dei laghi vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli). 

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