Domenica, 13 Giugno 2021
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Legambiente, a Novara nel 2020 42 giorni di sforamento dei limiti delle polveri sottili

Meglio invece Verbania

A Novara 42 giorni di sforamento dei limiti delle polveri sottili nell'aria.

Lo dice il report annuale di Legambiente "Mal'aria": nel 2020 la città gaudenziana ha superato per 42 volte il limite di PM10, mentre la legge prevede un numero massimo di 35 giorni all'anno con concentrazioni superiori a 50μg/m3. Meglio invece Verbania, che non arriva a 35 giorni di sforamento. 

Maglia nera assoluta in Italia per Torino, con ben 98 giorni di sforamento. “E’ ormai ampiamente documentato – dice Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - come i contributi diretti al PM10 e PM2.5 del traffico siano parzialmente dipendenti dalla combustione e quindi dalla tipologia di carburante. La principale causa sono usura e sfregamenti che coinvolgono tutti i veicoli, anche quelli elettrici. Quindi meno auto in circolazione è la principale e diretta soluzione per quanto riguarda le emissioni di particolato primario. L’obiettivo è la diminuzione dei mezzi in circolazione su tutto il territorio regionale. In tal senso è necessario accelerare in maniera sensibile". “La Regione Piemonte con le altre regioni padane ha attivato dei tavoli di lavoro, a cui Legambiente Piemonte ha partecipato, per identificare misure finalmente efficaci; auspichiamo che la visione, il coraggio o, in ultima analisi, il timore per le sanzioni europee inducano i decisori politici ad attuare azioni adeguate ed importanti”.

Oltre al settore trasporti, protagonisti in negativo sono l’industria, il settore agrotecnico e i riscaldamenti domestici. “In agricoltura conclude Giorgio Prino - occorre agire rapidamente per limitare le emissioni di ammoniaca ed eliminare l'abbruciamento dei residui, destinato ad essere definitivamente vietato. La promozione di nuove modalità operative, già oggi tecnicamente ed economicamente fattibili, può consentire tali risultati in tempi anche brevi. Sul banco degli imputati anche le combustioni domestiche di legno: oltre ad agire su un rapido e diffuso rinnovo degli apparecchi, occorre al contempo legare i consumi a combustibili di qualità e da filiera corta sostenibile, promuovendo come elementi essenziali anche la formazione degli utenti e la progressiva efficienza degli edifici”.

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