Arrestato l'assessore regionale Rosso, Rossi: "Rischio condizionamento mafioso sulla legislatura"

Il commento del consigliere regionale novarese Domenico Rossi

Domenico Rossi - Foto di repertorio

"L'arresto dell'assessore Rosso è una pessima notizia per il Piemonte, perché, al di là delle responsabilità personali che, come doveroso, devono essere accertate dalla magistratura, getta un'ombra sull'intera istituzione che il Presidente Cirio ha il dovere di tutelare".

Sono queste le parole del consigliere regionale novarese Domenico Rossi, che in una nota stampa commenta la notizia dell'arresto dell'assessore regionale Roberto Rosso, che secondo gli inquirenti avrebbe pagato migliaia di euro in cambio di un pacchetto di voti che gli garantisse l'elezione, nella consapevolezza di avere a che fare con interlocutori mafiosi. 

"Questo apre una questione enorme per la Giunta regionale - ha aggiunto Rossi - perché possiamo dire che abbiamo corso il rischio di avere una legislatura 'condizionata' dalla presenza mafiosa. Ma è sull’attuale Giunta e l’attuale maggioranza che ora ricade l’onere della prova. Perché è vero che Rosso si è dimesso da assessore, ma questo è sufficiente? Io credo di no. Ci sono delle domande che esigono risposta: il governo della Regione è ancora sufficientemente autorevole? Come faranno i cittadini piemontesi a essere certi della estraneità della mafia dalle scelte della Regione? Su questo ci aspettiamo parole chiare e convincenti da parte del Presidente e delle forze di maggioranza. Così come, durante il dibattito, chiederemo al Presidente di chiarire le dinamiche che hanno portato Rosso a diventare assessore e se è in grado di assumersi la responsabilità di tutti gli atti amministrativi portati avanti da Rosso in questi mesi".

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"Solo dopo la risposta a queste domande - conclude Rossi - saremo nella condizione di capire se il Presidente Cirio è nella condizione di poter continuare a governare il Piemonte. Quanto accaduto non solo testimonia come la ‘Ndrangheta attraverso l'organizzazione del voto riesca a influire sulla politica, ma anche di un tessuto debole, facilmente infiltrabile e condizionabile. E questo non ce lo possiamo permettere".

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