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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Elezioni comunali 2016

Avvocato ed esperto di diritto del lavoro: ecco chi è Luigi Rodini

Intervista al candidato sindaco della lista civica "La Città in Comune" che sfiderà il centrosinistra di Andrea Ballarè alle elezioni comunali del 5 giugno. La sua città ideale è efficiente, dinamica e bella, più verde e a misura d'uomo

Avvocato, appassionato ed esperto di diritto del lavoro, marito e padre di due figli. Luigi Rodini è il candidato sindaco della lista civica "La Città in Comune" che sfiderà il centrosinistra di Andrea Ballarè alle elezioni comunali del 5 giugno.

Noi lo abbiamo incontrato per parlare della sua candidatura e del programma elettorale della sua lista.

Chi è Luigi Rodini?
Sono un avvocato che dal ’91 si occupa di diritto civile, diritto del lavoro e sindacale. Ho lavorato per un importante studio legale novarese e da 15 anni ho un mio studio, insieme ad altri 7 avvocati, dove ci occupiamo principalmente di diritto civile e del lavoro. Ho deciso di intraprendere questa avventura politica per impegno civico: le prime due volte che mi è stato chiesto di candidarmi ho risposto di no, poi ho cambiato idea perché ho pensato di poter essere utile alla città. In primo luogo per quanto riguarda il lavoro e il sociale, che sono due temi a me cari e di cui mi sono sempre occupato nel mio lavoro.

Perché i novaresi dovrebbero sceglierla?
Perché sono, siamo, un’alternativa di centrosinistra seria; perché la nostra è un’iniziativa di carattere davvero civico: la maggior parte dei nostri candidati non sono politici, ma operai, studenti, professionisti. Penso che "La Città in Comune" possa rappresentare un’offerta seria di indirizzo di amministrazione della città per tutti i novaresi indecisi e che non si riconoscono più nella politica del Pd. Siamo tutte persone che non hanno interessi personali, ma che vogliono rivoluzionare le logiche della politica per il bene della città.

Quali sono i punti fondamentali del suo, del vostro, programma elettorale? Quali secondo lei le priorità che la città deve affrontare?
Sicuramente, e per prima cosa, il lavoro. Una cosa che mi ha colpito, negativamente, dell’amministrazione Ballarè è il fatto che non ci fosse un assessorato al Lavoro. Quello che vorremmo fare noi, invece, è istituire un osservatorio sulle politiche del lavoro per creare opportunità per le aziende e per i lavoratori. Novara ha potenzialità notevoli che potrebbero essere sfruttate per riqualificare il mondo del lavoro. Tra i punti fondamentali del nostro programma, poi, ci sono: la riqualificazione urbana, l’uso sostenibile del territorio e il riuso delle aree urbane abbandonate, la mobilità sostenibile con un trasporto pubblico adeguato, la valorizzazione del polo della moda e della filiera della salute (anche in vista del nuovo ospedale), la cultura come motore sociale. Ci piacerebbe fare di Casa Bossi un centro culturale a livello europeo. Vogliamo poi puntare sull’istruzione e la ricerca, per fare di Novara una città davvero universitaria e più appetibile per quel lavoro altamente qualificato, e sui servizi sociali, con un nuovo piano dei servizi visto che l’ultimo è del ’75. Vogliamo istituire le rappresentanze di quartiere, per avere un consenso dal basso e conoscere le esigenze e i problemi dei cittadini. E’ inoltre importante guardare verso la vicina Lombardia perché per questioni culturali e territoriali è più facile stringere alleanze strategiche con il territorio lombardo, alleanze che possano portare benessere al novarese. Tutte queste cose si possono fare con un controllo della gestione dei costi del Comune, creando un centro di costo per razionalizzare i consumi, razionalizzando i consumi e valorizzando le professionalità dei dipendenti comunali per evitare inutili e costose consulenze esterne.

Qual è la sua idea di città?
Penso a una città più efficiente e più dinamica dal punto di vista delle opportunità di lavoro e più bella dal punto di vista della struttura della città. Penso a una città più verde e a misura d’uomo, che abbia a cuore le fasce più deboli, il recupero del territorio e la riqualificazione di aree della città come Sant’Agabio.

Cosa condanna e cosa invece approva di quanto fatto in questi cinque anni dall’amministrazione Ballarè?
Come ho sempre detto, non voglio fare una politica contro, ma una politica propositiva. Quello che non va penso sia evidente ai cittadini informati e che non percepiscono quella di Ballarè come una buona amministrazione, una amministrazione che ha abbandonato le esigenze dei cittadini. E’ per questo che è nata la nostra lista, un movimento spontaneo fatto di cittadini che vogliono prendere in mano le redini della città. La nostra è una lista di moderati, non di estrema sinistra, aperta a tutti coloro che vogliono partecipare ad un’alternativa. 

E in caso di ballottaggio come vi comporterete?
Il nostro obiettivo è arrivare al ballottaggio, ma in caso contrario non faremo alcun accorpamento con Ballarè e il Pd. Questo lo abbiamo escluso e lo ripetiamo fin dall’inizio.

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