"Chiediamo l'intervento del Prefetto" "Io, Novara" agguerrito sul bilancio di fine mandato di Ballerè

“Ma quale bilancio di mandato? Chiediamo l’intervento del Prefetto, perché i costi per la campagna elettorale siano sostenuti dal primo cittadino o dal suo partito” dicono i consiglieri comunali del movimento civico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

La campagna elettorale che il Sindaco di Novara ha lanciato utilizzando risorse e strumenti pubblici è un atto inaccettabile, che nulla ha a che vedere con un bilancio di mandato. Da quello che a noi è dato oggi sapere un bilancio di mandato dell’amministrazione comunale di Novara nemmeno esiste. 

Per chiarezza esso consiste in un documento che lungi dall’essere un mero strumento di propaganda, è al contrario un documento realizzato secondo crismi di correttezza, veridicità ed attendibilità che ha il fine di rendere partecipi i cittadini della situazione dei conti pubblici, del personale, della sua efficienza, delle risorse disponibili, dell’andamento della pressione tributaria e che motiva e rende conto circa le conseguenze (non sempre positive) delle scelte politiche effettuate nel corso del mandato. 

La relazione di fine mandato, redatta dal responsabile del servizio finanziario o dal segretario generale, è sottoscritta dal sindaco non oltre il sessantesimo giorno antecedente la data di scadenza del mandato. 

Entro e non oltre quindici giorni dopo la sottoscrizione della relazione, essa deve risultare certificata dall'organo di revisione dell'ente locale e, nei tre giorni successivi la relazione e la certificazione devono essere trasmesse dal sindaco alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti. La relazione di fine mandato e la certificazione sono pubblicate sul sito istituzionale del comune da parte del sindaco entro i sette giorni successivi alla data di certificazione effettuata dall'organo di revisione dell'ente locale, con l'indicazione della data di trasmissione alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti. 

La campagna di comunicazione del Sindaco nulla a che vedere tutto questo, ma si configura unicamente come lettura, attraverso slogan e di parte, di fatti amministrativi peraltro controversi e che certo non fornisce ai cittadini alcuna indicazione utile alla formulazione di un’autonomia di giudizio. 

Gli esempi riportati da Ballarè nella conferenza stampa di avvio del progetto sono lì a dimostrare tutto questo: il parcheggio di Largo Bellini (la cui mancata realizzazione ha “condannato” i contribuenti novaresi al pagamento di una penale da un milione e seicentomila euro, senza che l’opera sia mai stata realizzata); le vicende di Sun e Teatro Coccia (che sono stati a suo dire “salvati” ma a suon di conferimenti di denaro dei contribuenti e di immobili di proprietà comunale nei rispettivi patrimoni); il palazzetto del Terdoppio (dove la scelta di adire a vie legali è costata un debito fuori bilancio di 17 milioni di euro, quando l’auspicio del comune era in realtà di incassarne 80). 

Sappiamo da notizie giornalistiche che i costi di stampa della campagna elettorale in questione, inopinatamente definita “bilancio di mandato”, lungi dall’essere pagati con i soldi del partito di riferimento del Sindaco o dal Sindaco stesso, lo sarebbero attraverso “sponsor” privati i cui loghi non compaiono in alcuno dei materiale sin qui prodotto. Il che, oltre che apparire singolare, stride con le elementari regole di trasparenza che una pubblica amministrazione dovrebbe rispettare nei rapporti intrattenuti con i privati e con la cittadinanza tutta. Senza dimenticare che, anche qualora queste sponsorizzazioni esistessero, queste risorse non potrebbero essere sottratte ad un loro utilizzo corretto, verificato e verificabile e con finalità di interesse pubblico (che in questa vicenda non riscontriamo e che sembra al contrario di natura particolare, ovvero la politica del centrosinistra e del suo candidato Andrea Ballarè). 

Per tutte queste ragioni il Movimento Civico IO, Novara chiede che il Prefetto di Novara intervenga per un ripristino dei principi di trasparenza e correttezza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. “Questo è il modo di ragionare della politica vecchio stampo e dei partiti – dice il consigliere comunale Daniele Andretta, candidato alle primarie per il Movimento Civico Io, Novara – quegli stessi partiti che si appropriano dei beni pubblici utilizzandoli come se fossero loro. Anche a questo stato di cose occorre mettere un freno e la trasparenza nell’utilizzo dei soldi pubblici è il primo atto di rivoluzione che i movimenti civici, partecipati da tutti i cittadini, debbono mettere in atto. I partiti hanno perso di vista l’interesse delle comunità e questo deve finire. La politica deve occuparsi di sicurezza, lavoro, sviluppo… Altro che di gufi, volpi e coccinelle, gettando fumo negli occhi ai propri amministrati”. 

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