M5S: "Impianto Pirolisi Casalino. AAA cercasi Greeneconomy"

Per il deputato del Movimento 5 Stelle Davide Crippa: "Sono sempre più convinto che di tutto si tratti tranne che di Green Economy"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Dopo aver letto lo studio di impatto ambientale dell'impianto di pirolisi di PFU (Pneumatici Fuori Uso) presentato alla frazione Orfengo,  pubblicato sul sito del Comune di Casalino, sono sempre più convinto che di tutto si tratti tranne che di Green Economy.

Nella relazione si cerca di ricondurre il trattamento pirolitico ad un concetto di gestione del rifiuto ambientalmente sostenibile, compiendo a mio avviso un errore macroscopico. In uno scenario di Greeneconomy, il rifiuto dovrebbe in tutti i modi essere limitato nella sua produzione e soprattutto il suo fine ciclo vita dovrebbe portare alla valorizzazione delle materie prime secondarie. Per valorizzazione non si intende quella energetica, che per anni è stata il leitmotiv della valorizzazione dei rifiuti come becero mezzo di convincimento per incenerire rifiuti, ma quella intesa come reimpiego della materie. L'area viene definita, nella relazione dello studio impatto ambientale, come inserita "in un contesto fortemente antropizzato e degradato". L'amministrazione è conscia che l'impianto in questione si va ad inserire in un contesto già degradato? Qualcuno ha avvisato l'azienda alimentare che presto stabilirà in zona la propria produzione di valutare la qualità del contesto di inserimento? Avendo da poco analizzato la questione Ilva, temo di avere un concetto totalmente diverso di "degradato", ma penso che non si possa prescindere da un analisi oggettiva: "degradato =  ridotto in cattivo stato" (Treccani).

Riferirsi ad un ambito agricolo (ancorché basato sulle monocolture) ritenendolo degradato mi lascia perplesso, pur riconoscendo il nodo di intersezione tra la S.S. verso Vercelli e l'autostrada A21 Ge-Gravellona Toce (non nota per l'alto tasso di frequentazione).

Denigrare il territorio di insediamento di un impianto altamente impattante ne attenua l'influenza negativa? A mio avviso no, varrebbe la pena di sentire l'opinione del proponente l'impianto. Anche l'analisi della qualità dell'aria ci lascia molto perplessi. Sembra veramente semplicistico prendere come valori in esame quelli della centralina di Biandrate caratterizzata solo dalla registrazione di Ozono e Biossido di Azoto.

Il processo di pirolisi prevede di riscaldare il triturato di copertoni in assenza di ossigeno per ricavarne sostanzialmente:
-una frazione solida carboniosa indicata con il termine "Char", ossia Carbon Black grezzo;
-una frazione solida metallica costituita dall'acciaio presente negli pneumatici in ingresso;
-una frazione volatile: Syngas, ossia gas combustibile di sintesi contente frazioni leggere del processo di pirolisi;
-una frazione liquida: olio combustibile commercializzabile diverse densità (leggero e pesante) e olio combustibile non commercializzabile in quanto presumibilmente privo dei requisiti chimico/fisici minimi per l'impiego come combustibile.

Il Syngas verrà impiegato per mantenere in temperatura il processo di pirolisi e soprattutto per la produzione di vapore ed energia elettrica.

E' importante sottolineare come si preveda di utilizzare per fornire energia necessaria al processo anche quella parte definita "frazione residua di fanghi oleosi non commercializzabile". La composizione di questa frazione destinata alla combustione diretta (circa 3,5 t/giorno) non è nota ma è presumibile che si tratti un combustibile di scarsa qualità (il che potrebbe denotare anche una composizione chimica con una significativa presenza di microinquinanti).

Questo aspetto appare certamente contrastante con un concetto compiuto di green economy. Nella relazione si trova anche una giustificazione al fatto che il processo non rientri nel campo di applicazione della direttiva 200/76/CE in materia di incenerimento dei rifiuti, in quanto prevede il trattamento termico del rifiuto per il recupero di prodotti finiti. Siamo certi di questo? Sicuramente gli uffici provinciali sapranno rispondere meglio a questa osservazione. Di certo pur non ravvisando gli estremi per parlare di combustione diretta del rifiuto vi sono rilevanti implicazioni relative alla combustione in loco. La certezza con la quale il Sindaco  del Comune in data 03/09/2012 ha scritto di suo pugno con lettera protocollata N.3758 che l'amministrazione, dopo una riunione con l'azienda interessata, manifestava il proprio orientamento favorevole ad un tale impianto di trattamento, ritenendolo in linea con i principi della "Greeneconomy", senza peraltro aver sino ad allora visto alcun documento progettuale mi lascia molto perplesso.

Certo, nutre anche un certo interesse il fatto che la Italiana Energetica Tire srl, nella visura allegata al progetto, abbia un capitale sociale di ben 10.000,00 euro. Non è un errore di battitura, proprio 10.000,00 euro. Una cifra irrisoria, poco più del valore di acquisto di una Panda, per una società che dovrebbe gestire un impianto che secondo le stime indicate nel progetto costerebbe 26.480.000,00 di euro. Qualche perplessità dovrebbe sorgere dal fatto che un'azienda abbia un capitale sociale pari allo 0,04% del costo del progetto. Ma sarà un azienda con una storicità rilevante nella gestione di questi impianti? No! L'azienda è stata costituita il 17/07/2012, dunque pochi mesi di vita e 10.000,00 euro di capitale sociale al sindaco son già sembrati una sufficiente garanzia.

La popolazione è stata tardivamente informata sulla questione e con grande energia ha saputo reagire ed organizzarsi in un comitato per il No all'impianto.

Per queste motivazioni, oggi il M5S si dichiara nuovamente contrario a questo impianto.

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