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M5S, referendum euro: anche a Novara parte la raccolta firme

Sabato in largo Costituente, i 5 Stelle raccoglieranno le firme dei novaresi per avviare il processo di uscita dall'euro

Prende il via anche in Piemonte, e a Novara, la campagna di raccolta firme del Movimento 5 stelle per la legge di iniziativa popolare che porterà, nel dicembre 2015, al referendum di indirizzo sull'euro.

"L'obiettivo - spiegano i 5 Stelle - è quello di poter finalmente far pronunciare i cittadini italiani su una decisione presa per loro dai politici negli anni '90. I cittadini di paesi come Francia, Olanda, Irlanda, Danimarca, Svezia, Norvegia hanno avuto la possibilità di esprimersi pro o contro l'adozione della moneta unica votando sui Trattati Costitutivi e di Funzionamento dell'Unione Europea. Noi no. Solo nel 1989 votammo un referendum consultivo, istituito tramite una legge costituzionale temporanea, sul conferimento di un mandato costituente al Parlamento europeo appena eletto, per trasformare la Comunità Europea in una vera Unione. Oggi, esistendo solo i referendum abrogativi o confermativi di modifiche della Carta costituente, bisogna modificare nuovamente la Costituzione prima di poter indire un referendum consultivo a cui dovrebbe poi seguire una presa d'atto del Parlamento Italiano".

A partire da domani, sabato 13 dicembre, il Movimento 5 Stelle sarà nelle piazze delle principali città del Piemonte per raccogliere le firme e discutere con i cittadini. A Novara l'appuntamento è per domani, dalle 10 alle 18, in largo Costituente, a lato delle poste centrali. A Borgomanero, i 5 Stelle raccoglieranno le firme in piazza Martiri, angolo via Roma.

"Oggi è sempre più evidente - sottolineato il consigliere regionale Davide Bono, la deputata Fabiana Dadone, il senatore Alberto Airola e l'europarlamentare Tiziana Beghin - come una moneta unica avvantaggi la Germania ed il suo surplus commerciale e penalizzi i paesi periferici come il nostro. I quali, in assenza dell'aggiustamento dei cambi tra valute diverse, accumulano un gap di competitività che si fa pagare ai lavoratori con la riduzione delle retribuzioni e delle garanzie sindacali (vedasi job's act e superamento dell'articolo 18). Non è un caso se Gran Bretagna, Svezia e Danimarca hanno deciso di mantenere le loro valute pur rimanendo all'interno dell'Unione Europea. E che Svizzera e Norvegia restano fuori dall'Unione Europea".

"Il numero minimo di firme è 50 mila - concludono i 5 Stelle - ma vogliamo dare un segnale politico chiaro raccogliendo il maggior numero possibile di firme".

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