Centri massaggi, Ncd contro i "bordelli cammuffati"

Per Ivan De Grandis, coordinatore dei Giovani del Nuovo CentroDestra: "A Novara spuntano come funghi; un boom decisamente anomalo che va di pari passo con l'aumento della prostituzione cinese"

Ncd contro i centri massaggi cinesi. I rappresentanti locali del Nuovo CentroDestra chiedono un'ordinanza ad hoc per controllare il fenomeno.

"A Novara - ha commentato Ivan De Grandis, coordinatore dei giovani di Ncd - spuntano come funghi, solo tra corso Vercelli e corso Torino ce ne sono ben tre!". Per De Grandis si tratta di "un boom decisamente anomalo, che va di pari passo con l'aumento della prostituzione cinese. Peccato che, come si apprende dai controlli delle forze dell'ordine in tutta Italia, spesso e volentieri non abbiano niente a che vedere con shiatsu o riflessologia plantare e che siano spesso dei veri e propri bordelli cammuffati, gestiti dalla criminalità cinese. E quando non c'è il salone estetico ci sono gli appartamenti...".

Secondo l'esponente del Nuovo CentroDestra "non ci sono controlli sulla manodopera e sui titoli di queste operatrici orientali, e la clientela di questi centri, che sono aperti fino a tarda notte, è soprattutto maschile. Non vogliamo poi che possa crescere il rischio di un'ondata di concorrenza sleale, perchè i fenomeni di illegalità vanno sempre a discapito delle imprese regolari, cioè quelle con le attrezzature conformi e le documentazioni previste: per una sana concorrenza le regole devono essere uguali per tutti".

"Per tutti questi motivi - conclude De Grandis - chiediamo che il sindaco Andrea Ballarè predisponga le opportune verifiche e che la sua amministrazione vigili sulla città per scongiurare la continua crescita di un fenomeno al limite della legalità. In caso contrario, prostituzione, malaffare ed eventuali clandestini nascosti potrebbero beneficiarne. Auspichiamo anche che vengano effettuati dall'ufficio Commercio del Comune i controlli relativi alla validità degli attestati inerenti i corsi di formazione obbligatori per potere esercitare le relative attività: ci risulta infatti che in altre località italiane vi siano stati casi in cui attività simili erano state aperte producendo documentazione falsa. Chiediamo infine che si restringa il campo d'azione di questi esercizi con un'ordinanza ad hoc che imponga la chiusura delle attività in questione entro le 20. La sicurezza ed il decoro passano anche da qui".

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