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Giovedì, 13 Giugno 2024
Politica

Lavoro, dalla Regione nuove misure per aiutare i disoccupati

Definite le modalità necessarie per garantire l'avvio senza ritardi delle attività di formazione e promuovere una serie di interventi finalizzati alla lotta contro la disoccupazione

La Giunta regionale ha definito le modalità necessarie per garantire l’avvio senza ritardi delle attività di formazione per l’anno 2015/2016 e promuovere una serie di interventi finalizzati alla lotta alla disoccupazione.

Vengono inoltre chiarite le azioni destinate a favorire l’inserimento lavorativo ed occupazionale dei disoccupati di lunga durata e dei soggetti con maggiore difficoltà, il sostegno alle persone a rischio di disoccupazione, l’aumento dell’occupazione giovanile, l’incremento dell'occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili.

"La logica degli interventi - ha precisato l’assessore alla Formazione professionale Gianna Pentenero - è mossa dalla necessità di ricondurre la formazione professionale agli effettivi fabbisogni delle persone e delle imprese piemontesi. Puntiamo a dare maggior qualità e impatto occupazionale all’offerta formativa pubblica attraverso l’integrazione delle diverse politiche e il riconoscimento dei risultati ottenuti in termini di sostegno all’occupazione e occupabilità delle persone".

Nei prossimi giorni verranno pubblicati due bandi, uno a cura della Città metropolitana di Torino per il proprio territorio di riferimento ed uno a cura della Regione per la restante parte del Piemonte, per permettere alle agenzie formative accreditate la presentazione dei corsi secondo gli atti di indirizzo stabiliti.

Le attività formative, conformi agli obiettivi fissati dalla Commissione europea, saranno finanziate con 42 milioni di euro dal Fondo sociale europeo 2014-2020, 29,7 milioni per quest’anno e 12,3 milioni per il prossimo. Le azioni riguarderanno: corsi post qualifica, post diploma, post laurea per disoccupati giovani e adulti; corsi di qualifica per disoccupati con licenza di scuola secondaria di I grado; laboratori di accompagnamento e recupero finalizzati ad allievi stranieri con esigenze di rinforzo delle competenze linguistiche e di cittadinanza; corsi per giovani a rischio (non occupati tra i 18 e i 29 anni che hanno abbandonato gli studi senza aver conseguito né una qualifica professionale né il titolo di scuola secondaria di II grado e che sono seguiti da servizi sociali); corsi per detenuti, disabili, immigrati stranieri disoccupati, servizi socio-assistenziali o mirati ad una qualifica, specializzazione, abilitazione e patente di mestiere; sperimentazione integrata dell’istruzione per adulti.


 

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