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Case popolari prima agli italiani? Solo propaganda, e un attacco reale ai più deboli

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Girata la pagina del calendario, la giunta di destra a guida leghista che governa Novara non cambia registro, continuando - purtroppo per la città - a preferire la propaganda ai fatti concreti.

Così per la sua prima uscita del 2017 il sindaco pro tempore sceglie un evergreen che fa molta presa tra i suoi "fans": «le case prima ai novaresi».

Si tratta di uno slogan molto usato nel corso della campagna elettorale, ottimo per riempire di “likes” i post sui canali social e per rafforzare l’immagine.

Ma che resta assolutamente solo uno slogan, nonostante la "narrazione" messa in campo dalla maggioranza.

Nei giorni scorsi la giunta Canelli ha inserito in un provvedimento esecutivo i contenuti di una mozione su questo tema approvata in consiglio comunale nello scorso ottobre, alla quale il nostro gruppo si è opposto, votando convintamente contro. Una mozione che appunto enfatizza il concetto di "precedenza" per i residenti da un maggior numero di anni.

In pratica nella definizione dei criteri per l’attribuzione punteggi per l’assegnazione della quota di alloggi di edilizia popolare destinati all’emergenza abitativa, il numero di anni di residenza assume un peso specifico sproporzionato, che può arrivare fino a 9 punti per chi risiede da più di 15 anni in città, mentre vengono sminuiti gli altri criteri, di maggiore valore sociale, come la presenza di soggetti disabili (al massimo può portare tre punti) o di minori (1 punto) e di anziani ultra 65enni (1 punto).

Una impostazione che consideriamo sbagliata e fuorviante, lontanissima dalla vita reale: perché in molti nuclei famigliari è proprio la presenza di un figlio disabile o di un anziano non autosufficiente a determinare le condizioni di difficoltà. E proprio questi dovrebbero essere i criteri che una pubblica amministrazione considera prioritari se non vuole essere ingiusta.

Ma l’aspetto più sconcertante è la dimensione esclusivamente propagandistica di tutta l’operazione.

Quello che Canelli non dice con sufficiente chiarezza è quanto sia numericamente rilevante il provvedimento. Ma i conti sono presto fatti: applicandosi solo alle case destinate alla graduatoria sull'emergenza abitativa, riguarderà certamente solo pochissime unità.

Verrebbe da dire "molto rumore per nulla".

Se non fosse che - mentre si introduce un principio ingiusto, che penalizza chi si trova realmente in difficoltà - continuano a mancare scelte chiare e concrete sulle politiche abitative.

E questa non è una piccola mancanza

Siamo ancora in attesa di una commissione su questo tema che l'assessore alle politiche sociali ha annunciato lo scorso 20 ottobre.  

Ancora una volta, nostro malgrado, ci troviamo a dover sottolineare che la città non ha bisogno di frasi fatte, ma di scelte di governo, che affrontino i problemi e, possibilmente, li risolvano.

Tutto il contrario della triste quotidianità della giunta Canelli, alla quale non riusciamo ad rassegnarci.

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