Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Agricoltura, la senatrice Ferrara raccoglie le richieste del territorio

Nel corso della seduta di giovedì 30 maggio, Elena Ferrara è intervenuta al question-time su iniziative in favore dello sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile e sulla riforma della Politica Agricola Comune

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NovaraToday

Oltre alle preoccupazioni circa le ripercussioni del quadro finanziario complessivo dell’Unione sugli accordi in corso per la riforma della Politica Agricola Comune, ho avuto modo di sottoporre al Ministro De Girolamo l’importanza di tutelare il Made in Italy sui mercati agroalimentari internazionali  e la necessità di adottare misure urgenti a fonte delle gravi conseguenze del maltempo sulle produzioni tipiche dei vari territori.

In molte regioni si prevede una perdita considerevole, soprattutto per quanto riguarda il settore vitivinicolo, riso e mais. La primavera più anomala che si ricordi colpisce duramente anche i florovivaisti, gli apicoltori e tutto il comparto ortofrutticolo. A causa dei danni provocati dal maltempo, Coldiretti ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per tutto il Piemonte.

La sospensione della prima rata dell'Imu per i fabbricati rurali  dimostra l'apertura del Governo alle istanze del mondo agricolo; in Commissione agricoltura e in Parlamento stiamo esaminando molte questioni che riguardano l'intero settore: dalla Pac agli incentivi per donne e giovani, fino al noto problema degli essicatoi.

Il nodo è sulla messa a norma degli impianti di essicazione per i cereali, ritenuta però difficilmente attuabile per le imprese dotate di piccoli macchinari. Solo nella provincia di Novara, circa un migliaio di aziende agricole rischiano pesanti conseguenze se non mettono a norma gli impianti di essicazione, ma il costo per adeguarsi alle vigenti normative risulta proibitivo, soprattutto per chi ha piccoli impianti. Lo scorso settembre il Senato aveva approvato un emendamento per modificare il Codice ambientale, escludendo dalla norma sull'emissione di polveri sottili tutti gli essiccatoi agricoli che non lavorano più di 90 giorni l’anno e di potenza non superiore a 450mila chilocalorie/ora, ma l'iter parlamentare non è stato concluso.

Si tratta spesso di essicatoi che lavorano anche meno di un mese l'anno e dalla potenza contenuta;  dobbiamo garantire ai piccoli imprenditori agricoli una deroga, altrimenti molte delle produzioni rischiano di fermarsi, con un grave danno soprattutto per la risicoltura.

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