menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Immagine di repertorio - La Regione in visita al centro profughi di Orta San Giulio

Immagine di repertorio - La Regione in visita al centro profughi di Orta San Giulio

Migranti, in Piemonte un piano regionale per favorire accoglienza e integrazione

Sono circa 14mila i rifugiati ospitati nelle strutture di accoglienza piemontesi. Obiettivo della Regione: trasformare il sistema da emergenziale a strutturale

Sono circa 14mila i migranti ospitati in Piemonte, di cui 1200 accolti attraverso la rete Sprar, vale a dire i progetti attivati dalle amministrazioni comunali. La comunità più numerosa, 1657 persone, viene dalla Guinea, poi da Costa d'Avorio, Nigeria e Senegal.

E il Piemonte intende trasformare il sistema dell'accoglienza da emergenziale a strutturale. Per farlo, la Regione ha presentato un piano regionale sull'immigrazione che mette a sistema una serie di iniziative che puntano ad aiutare i Comuni piemontesi a non sentirsi soli nell'affrontare la situazione e, anzi, ad attivarsi per essere protagonisti.

Quattro i progetti presentati: il progetto Vesta, finanziato con 200mila euro, che intende coinvolgere in corsi di formazione specifici 600 operatori dei servizi pubblici che si relazionano con l'utenza straniera; lo storico progetto Petrarca, che con un milione e mezzo di euro fornirà corsi di italiano e di educazione civica a 3mila migranti; un progetto contro le discriminazioni, rivolto ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ad alcuni target di cittadinanza e agli stessi stranieri, finanziato con oltre 400mila euro; un progetto di cooperazione da oltre 600mila euro in Senegal e Costa d'Avorio, che punta a favorire lo sviluppo delle economie locali e a migliorare le competenze lavorative di 600 giovani.

L’obiettivo comune, ha spiegato l'assessore regionale all'Immigrazione Monica Cerutti, è "unire alle buone politiche un'azione mirata a disinnescare le paure e dare avvio a un cambiamento culturale".

"I Comuni vanno coinvolti maggiormente nell'accoglienza dei migranti - ha aggiunto Cerutti -. Non va bene che su 14mila stranieri presenti nelle strutture del Piemonte solo poco più di 1200 rientrino nel sistema Sprar. I dati nazionali degli arrivi sono in aumento, e il Piemonte se ne accolla l'8%, un punto in più della percentuale assegnatagli, per farsi carico di una quota di quanto sarebbe toccato alle Regioni terremotate. Intendiamo pensare a ciò che viene subito dopo la prima accoglienza, e se facciamo buone politiche, vogliamo accompagnarle con un'azione mirata al cambiamento culturale". 

La Regione ha inoltre firmato un protocollo di collaborazione con i cinque Centri servizi per il volontariato piemontesi, per approfondire la conoscenza del livello di partecipazione attiva alla vita sociale e civile degli stranieri/e e attivare processi di inclusione attraverso lo svolgimento di attività di volontariato che consentano allo straniero/a di acquisire e svolgere un ruolo attivo e partecipe.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Galliate, ponte sul Ticino chiuso per lavori per tutta l'estate

Attualità

Novara, vaccini anti covid al centro di Piazza Donatello

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

NovaraToday è in caricamento