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Il riordino delle Province è legge, ecco cosa cambia per Novara

Ritornano alla Regione le competenze su agricoltura, formazione professionale, politiche del lavoro e sociali. Besozzi: "Con l'Area vasta il Piemonte Nord Orientale conta di più"

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge di riordino delle Province. Ritornano così alla Regione le competenze su agricoltura, formazione professionale, politiche del lavoro e sociali, mentre il territorio è stato suddiviso in Città metropolitana di Torino e in tre aree vaste coincidenti con gli ambiti territoriali ottimali per l’esercizio delle funzioni confermate, attribuite o delegate. Novara, Vercelli, Biella e il Vco faranno parte dell'ambito 1.

"Il valore di questa legge - ha dichiarato il presidente Sergio Chiamparino - è che offre certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale e, contemporaneamente, consente al Piemonte di arrivare preparato al nuovo quadro istituzionale in via di definizione in Parlamento".

Vengono confermate alle Province, che devono esercitarle in forma associata attraverso gli ambiti ottimali, le funzioni già conferite con precedenti leggi regionali. A questi enti sono anche attribuite funzioni in materia di energia (rilascio di autorizzazioni alla costruzione ed esercizio di gasdotti e oleodotti), attività estrattive (prima ai Comuni), acque minerali e termali (ad eccezione della polizia mineraria).

"Positiva l’accelerazione sul riordino delle Province votata ieri dal Consiglio regionale del Piemonte - ha commentato il presidente della Provincia di Novara Matteo Besozzi - da tempo chiedevamo un deciso passo in avanti verso la costituzione di un nuovo soggetto politico-amministrativo forte, ora con la nascita dell’Area vasta che comprende Novara, Vercelli, Biella e Vco il Piemonte Nord Orientale conta di più e potrà beneficiare di strategie amministrative più coordinate". 

"Una riorganizzazione degli Enti locali era necessaria - ha aggiunto Besozzi - ma bisogna proseguire con decisione ancora maggiore per contrastare la polverizzazione amministrativa dei Comuni, favorendo quantomeno la condivisione dei servizi, fino alle Unioni per i centri più piccoli. Stessa cosa per le Regioni. Questa è la direzione giusta, costituire soggetti sempre più forti e competitivi, con capacità di analisi e progettazione, oltre che con un peso politico-amministrativo sempre più rilevante. Questo è il nostro ruolo politico, per dare al paese una macchina adeguata per affrontare la ripresa".

"L’area vasta di cui Novara fa parte, con 850mila abitanti, è la seconda del Piemonte dopo la Città metropolitana di Torino - ha sottolineato Besozzi - le altre aree hanno rispettivamente 650mila abitanti Asti+Alessandria e 590mila abitanti Cuneo a fronte di un’estensione territoriale simile. Le premesse perché il Piemonte Nord Orientale possa contare di più ci sono tutte, ora sta agli amministratori superare divisioni di bandiera: su alcuni ambiti come le Atc, i Parchi, le Atl, l’Agenzia per la mobilità il processo è già avviato, anche se siamo in una fase in cui forse si vedono più le mancanze rispetto ai benefici".

Per quanto riguarda il futuro dei dipendenti, Besozzi ha precisato che "per la Provincia di Novara non risultano esuberi". Lo scenario che appare più probabile è che i dipendenti continuino a svolgere nelle attuali sedi il proprio lavoro, in parte "sotto" la Provincia come avviene ora per le attività di viabilità, edilizia scolastica, istruzione, e gran parte dell'ambiente, in parte riassegnati dalla Regione. Al 1° ottobre erano 214 i dipendenti dell'Ente. In un anno tra pensionamenti ordinari, prepensionamenti e qualche mobilità l’organico è sceso di circa 30 unità.

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