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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Salute

Ricerca, a Novara studiato un composto derivato dal peperoncino in grado di alleviare il dolore

Tracey Pirali e il suo gruppo hanno creato in laboratorio una “capsaicina modificata” in grado di auto-distruggersi

La ricerca “targata UPO” torna a far parlare di sé nel contesto internazionale. L’ultimo lavoro della professoressa Tracey Pirali – docente di Chimica farmaceutica presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco – è stato dapprima pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry e successivamente, pochi giorni fa, ripreso dalla prestigiosa rivista “C&EN”, testata ufficiale della Società Chimica Americana, che settimanalmente copre le più importanti scoperte nell’ambito della chimica.

La scoperta – condotta da un team italo-spagnolo, coordinato dalla prof.ssa Pirali e dalla prof.ssa Asia Fernández-Carvajal, dell’Università “Miguel Hernández” di Alicante (Spagna) – riguarda un composto derivato dalla capsaicina in grado di alleviare il prurito e l’infiammazione della pelle senza effetti collaterali, distruggendosi dopo aver agito.

La capsaicina è un composto che, oltre a rendere piccante il peperoncino, allevia il dolore in determinate patologie ed è infatti alla base di alcuni farmaci specifici; tuttavia i suoi effetti collaterali sono tutt’altro che trascurabili e includono forti sensazioni di bruciore.

I ricercatori hanno creato in laboratorio una capsaicina modificata, che gli enzimi cutanei riescono a “disattivare” entro poche ore, e che non mostra gli effetti collaterali tipici della capsaicina e di altri farmaci con meccanismo d’azione simile, inclusi pericolosi rialzi febbrili

"Lo sviluppo di un farmaco è un iter lungo e complesso che richiede expertise di varia natura, e il nostro Dipartimento è il luogo ideale dove ritrovare questa sinergia di competenze – spiega la prof.ssa Pirali –. In questo progetto, ad esempio, è stato fondamentale il contributo del dott. Silvio Aprile, che ha studiato il metabolismo delle molecole da noi sintetizzate, dimostrando il loro carattere di soft drugs".

"Questo progetto è iniziato durante la mia tesi di laurea e – aggiunge la dott.ssa Marta Serafini, dottoranda del DSF – sarebbe un sogno che si realizza poter vedere una molecola nata nei nostri laboratori arrivare un giorno in farmacia".

L’importante ricerca è al momento coperta da brevetto, sia nel campo cosmetico sia nel campo farmaceutico, grazie all’interesse di un’azienda spagnola che sta ora conducendo lo studio preclinico.

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