Giovedì, 29 Luglio 2021
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Giornata mondiale dell'acqua: attenzione ai consumi e alla dieta

Il 22 marzo è la giornata mondiale dell'acqua e c'è ancora molto da fare per ridurre l'impatto dei nostri consumi su questa risorsa

Foto di repertorio

Il 22 marzo è la giornata mondiale dell'acqua, risorsa primaria e fonte insostituibile di vita che deve essere salvaguardata. 

Tuttavia, un sondaggio Ipsos rivela che soltanto 1 italiano su 4 è attento ai consumi. L'Italia si trova al primo posto in Europa per consumo personale d'acqua (220 litri contro i 165 di media europea), il 48% degli italiani, infatti, sottostima il proprio consumo personale. 

I dati Ipsos dimostrano inoltre come l'attenzione nei confronti dell'ambiente cresca con l'aumentare dell'età, passando da un 59% nella fascia 18-34 al 77% nella fascia 55-65. 

Un ruolo ugualmente importante, però, lo gioca sicuramente la dieta. Secondo una ricerca condotta dalla Fondazione Barilla, adottando un'alimentazione sostenibile, infatti, è possibile risparmiare un volume di acqua di 4mila litri, l'equivalente di 80 lavatrici in un giorno.

I cibi che mangiamo non hanno la stessa impronta idrica, ad esempio per produrre un chilo di verdura servono 336 litri di acqua, per un chilo di legumi essiccati ne servono circa 4.615, per un chilo di carne di maiale 6.299 e addirittura 15.139 litri per produrre un chilo di carne di manzo. Sono dati che dovrebbero farci riflettere, soprattutto perché la disponibilità annuale di risorse di acqua dolce per persona è diminuita di oltre il 20% negli ultimi due decenni. 

“Scegliere una dieta attenta all’ambiente avrebbe un impatto positivo sulla disponibilità di acqua visto che, a livello globale, l’agricoltura utilizza il 70% dei prelievi di acqua dolce disponibile per l’irrigazione e causa il 92% dell'impronta idrica dell'umanità. Adottando una dieta sostenibile, l’impronta idrica dei Paesi dell’UE28 potrebbe essere ridotta del 23%, mentre una dieta a base vegetale nutrizionalmente equivalente a una a base di proteine animali ridurrebbe l’impronta idrica del 38%. Questo perché un pasto sostenibile richiede all’incirca 1.000 litri di acqua rispetto ai circa 3.000 di un menù “idrovoro”. Basterebbe bilanciare gli alimenti durante i pasti, limitando la frequenza degli ingredienti meno vantaggiosi per salute e ambiente a favore di quelli più sostenibili, per risparmiare quindi fino a 4.000 litri di acqua a persona al giorno ed essere parte di un cambiamento globale”, ha dichiarato Marta Antonelli, Direttore della Ricerca di Fondazione Barilla.

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