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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Itinerari novaresi: la Badia di Dulzago, un piccolo borgo a portata di mano

Il complesso ottimamente conservato ci accoglie tra le sue mura medievali

Sui resti delle colline moreniche della vallata del Terdoppio, al limitare della pianura risicola novarese, si incontra la Badia di Dulzago, una frazione di Bellinzago dove il tempo sembra essersi fermato. La zona è ricca di acque e fontanili, caratteristica forse da cui nacque l'antica denominazione "dulcis acquae". Nei pressi di questo complesso sorgeva appunto il paese di Dulzago, in seguito andato distrutto e di cui non resta più alcuna traccia.

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Un po' di storia

Luogo di ritrovamento di reperti di età gallo-romana, la Badia (abbazia) fu fondata dai canonici regolari all'inizio del XII secolo. Nell'epoca medievale fu un complesso religioso per poi trasformarsi, in seguito a diverse bonifiche sotto la guida di Leonardo Sforza, in importante e produttivo centro agricolo, una vera azienda abitata da coloni: bifolchi, cavallari, famigli (rispettivamente guardiani dei buoi, dei cavalli e della stalla) campari da badile per la manutenzione delle opere irrigue, braccianti, tagliaerba, il falegname ed il fabbro.
La presenza del forno per il pane, di una scuola, della ghiacciaia interrata (ancora visibile all'esterno dell'ingresso meridionale), oltre che del lattaio, del mulino e di un caratteristico cimitero la rendevano completamente autosufficiente. Durante il periodo napoleonico, il complesso passò di proprietà alla famiglia francese dei Reyner e nel 1845 fu ceduto al conte Vitaliano VIII Borromeo. La famiglia Borromeo dal 1879 cominciò a rivendere la struttura in vari lotti ed in seguito venne ulteriormente suddivisa dalla Società Agricola Conturbia.

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Attività e appuntamenti nella piccola frazione

Malgrado siano pochissimi gli abitanti ad oggi residenti, l'antico insediamento è più vivo che mai. La chiesa della Badia, tutt'ora presente, è dedicata a San Giulio ed è in qualche modo gemellata con l'omonima isola sul lago d'Orta; una volta l'anno infatti i fedeli raggiungono il santuario in una sorta di pellegrinaggio.
La Badia di Dulzago è anche teatro, ogni 31 di gennaio, di un'antichissimo appuntamento tradizionale: la fagiolata di San Giulio. In uno dei cortili (la corte dei Pigionanti) viene posizionata una fila di falò, su cui viene cotta e distribuita una minestra di fagioli ai numerosissimi presenti, dopo l'arrivo di una processione in saio. Negli ultimi anni, alcune associazioni di rievocazione storica hanno realizzato spettacoli e corsi facendo rivivere il medioevo tra le mura dei caseggiati.
Oggi alla Badia si trovano alcune attività agroalimentari con i rispettivi punti vendita e l'Osteria San Giulio, che propone cucina locale; è inoltre sede di un gruppo (la Curbèla) che tiene in vita l'antica arte dei cestai.

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(Tutte le foto, credit: Alessandro Vecchi - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12882115)

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