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Codice rosso - Stalking e violenza famigliare

Nella serata del 21 novembre si è tenuto presso la sede storica di Palazzo Bellini, un incontro promosso da Lions Novara Ticino, ospite relatore la dr.ssa MARILINDA MINECCIA, che ricopre dal 2016 la carica di Procuratore Capo presso Tribunale di Novara. Il Presidente Marco Franzini, dopo le presentazioni di rito ha lasciato la parola alla illustre relatrice del Club novarese che ha affrontato un tema attualissimo, di grande impatto sociale e culturale, il Codice Rosso. Con le novità introdotte dalla legge 119/2013 “violenza di genere” integrata dal Decreto Legislativo 15/12/2015 n. 212 , rappresentndo le azioni e i contenuti della L.n. 69 del 19/7/2019, per una sempre più incisiva tutela delle vittime di violenza domestica e di genere Da sempre legata alla nostra città, dove ha trascorso parte della sua adolescenza, figlia di un ufficiale dell’Aeronautica, la Dott.ssa Mineccia apre il suo intervento con alcune considerazioni personali ed accorate “sono profondamente addolorata per gli eventi di questo ultimo anno nella città; nel territorio di Novara grazie al grande impegno di tutto il mio ufficio, delle forze dell’ordine, della parte medica e degli assistenti sociali si sta’ facendo in realtà moltissimo. Cio’ non toglie che ogni essere umano deve crescere in se stesso e farsi aiutare”. La Dr.ssa ha ricordato come la nuova Legge preveda un’accelerazione molto forte delle indagini, con provvedimenti entro i primi 3 giorni dalla denuncia, querela o istanza, specificando come la Polizia Giudiziaria debba comunicare al PM anche in forma orale e senza ritardo quella scritta, con gli elementi essenziali del fatto, le fonti di prova e la relativa documentazione. Questo significa unire velocità e qualità con poche risorse disponibili. Continua la Dott.ssa Mineccia: “ l’aggressività e la violenza vengono agite in vari modi; l’aggressività c’è anche quando non è reato.” La crisi della famiglia, dei coniugi, i tanti litigi che poi i figli subiscono, svelano tante realtà drammatiche. “Alzando le pene dei reati non risolviamo i problemi del femminicidio, se la società non cambia il suo egoismo, la sua conflittualità.” La relatrice ha evidenziato come negli uffici da lei diretti, le notizie di reato che rientrano nella categoria del Codice Rosso, sono in media 2 o 3 al giorno e ciò comporta che il Pubblico Ministero deve delegare alla Polizia Giudiziaria il compito di dare audizione alla vittima nei termini previsti. Per tale motivo vista la Direttiva 4/2019. la Procuratrice Capo ha chiesto a tutti i gli operatori di seguire con rinnovato spirito di collaborazione, le Linee guida che aveva diramato nel Marzo di quest’anno per la trattazione di questi reati. A Novara, in particolare, grazie alla stanza dedicata realizzata nei locali della Procura, viene utilizzata la riproduzione audiovisiva; si possono ascoltare le vittime di violenza e quelle particolarmente vulnerabili, evitando così ripetizioni di indagini e ripetute audizioni della parte offesa. Sono state incrementate le sanzioni già previste dal codice penale: «Il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi era punito da un minimo di due e un massimo di sei anni: ora si passa da un minimo di tre e un massimo di sette anni – come ricorda il Procuratore Mineccia -. Lo stalking passa da un minimo di sei mesi e un massimo di cinque anni a un minimo di un anno e un massimo di sei anni e sei mesi; la violenza sessuale passa da sei a 12 anni, mentre prima andava dal minimo di cinque e il massimo di dieci mentre la violenza sessuale di gruppo passa a un minimo di otto e un massimo di 14, prima era punita con il minimo di sei e il massimo di 12. In relazione alla violenza sessuale, viene esteso il termine concesso alla persona offesa per sporgere querela, dagli attuali 6 mesi a 12 mesi. Vengono inasprite le aggravanti per l’ipotesi ove la violenza sessuale sia commessa nei confronti di minori. Nell’omicidio viene estesa l’applicazione delle circostanze aggravanti, facendo rientrare le relazioni personali» A Novara avvengono annualmente circa 250 casi di maltrattamento I casi di violenza sessuale sono circa 50; «E’ molto difficile coniugare la velocità con la qualità in presenza di risorse umane estremamente limitate – ha concluso Mineccia -. Le segnalazioni vanno attentamente vagliate in profondità perchè se non vengono rispettate le norme processuali gli atti diventano poi nulli. Purtroppo molte vittime femminili effettuano le denunce e successivamente ritrattano, modificano o sminuiscono i fatti rendendo la denuncia inutilizzabile».

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