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Chèrnuvée dè Ghèm: storia e tradizioni

Re Barlan, insieme alla Pengin, è la maschera del Carnevale di Ghemme. Scopriamo insieme l'origine e il significato del suo nome

Foto di repertorio

Re Barlan è il volto del Chèrnuvée dè Ghèm insieme alla sua compagna Pengin. Ma cosa significa il termine "Barlan" e qual è l'origine di questa maschera? Scopriamolo insieme.

Barlan, in dialetto ghemmese, indica una persona all'apparenza sempliciotta e limitata, in grado però di farla franca e averla vinta. La maschera del Barlan trae origine, fin dal XVII secolo, da questo concetto.

Il Barlan diventa però Re, e precisamente Re di Patagonia, verso la fine dell'Ottocento, come si legge sul sito dell'Associazione Carnevalspettacolo, probabilmente in seguito a una conferenza geografica di missionari che, parlando di quella terra lontana, colpì l'immaginario dei ghemmesi.  

Le missioni patagoniche, infatti, erano opera dei missionari Salesiani di Novara. In particolare, quella del Rio Grande del 1891 fu gravemente devastata da un incendio, così i Salesiani organizzarono una serie di conferenze geografiche, tra cui quella di Ghemme, col fine di raccogliere i fondi necessari per la ricostruzione. 

Possiamo quindi pensare che l'evoluzione della maschera di Re Barlan sia proprio da ricercare in questa conferenza e nella volontà dei cittadini di rielaborare l'idea di Carnevale. Tuttavia, non possiamo dimenticare un riferimento letterario importante, che potrebbe anch'esso aver influito nella trasformazione della maschera ghemmese: "In Patagonia" di Bruce Chatwin, che narra la storia di un avvocato francese, Aurélie-Antoine de Tounens, che nel 1859 si trasferì in Patagonia e lì fu incoronato Re di Patagonia e Araucaria. 

Da allora, Re Barlan arriva al Chèrnuvée in treno (allora attivo e funzionante), per poi fare ritorno in Patagonia alla fine delle feste.
 

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